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Mondo > Notizie dall'Africa

La Russia stringe accordi con 48 Stati africani su energia, nucleare e terrorismo

di Armand Djoualeu

Il presidente russo Putin è isolato? A vedere quanto accade sembrerebbe di no. Dopo l’incontro dei Brics, di settembre, nei giorni scorsi ha ospitato a Mosca il vertice Russia-Africa, consolidando le alleanze con una cinquantina di Paesi

Al centro il presidente russo Putin con i leader africani durante il terzo vertice Russia-Africa a Mosca, in Russia, il 29 ottobre 2026. Ansa, EPA/ANASTASIA BARASHKOVA

In contrasto con la narrativa che indica il presidente russo Vladimir Putin isolato a livello internazionale, il summit che si è svolto nei giorni scorsi a Mosca lo ha invece mostrato circondato da numerosi capi di Stato. Tenutosi il 28 e 29 ottobre 2026, il terzo vertice Russia-Africa ha riunito delegazioni provenienti da 48 Paesi del continente africano, tra cui 21 capi di Stato e di governo. L’incontro ha dunque confermato che Mosca mantiene i propri canali diplomatici in Africa, nonostante le sanzioni occidentali e le conseguenze della guerra in Ucraina.

Tre anni dopo l’incontro di San Pietroburgo, Mosca ha ospitato il terzo Vertice Russia-Africa con presidenza congiunta di Vladimir Putin ed Évariste Ndayishimiye, presidente del Burundi e presidente di turno dell’Unione Africana. Tra i leader presenti figuravano in particolare Abdel Fattah al-Sisi, presidente egiziano, William Ruto, presidente keniano, Abiy Ahmed Ali, primo ministro etiope, Daniel Chapo, presidente del Mozambico, nonché i leader del Mali, dello Zimbabwe, della Namibia e della Repubblica Democratica del Congo.

Il presidente russo Vladimir Putin (al centro) partecipa a un incontro con i leader delle organizzazioni regionali africane a margine del terzo vertice Russia-Africa a Mosca, in Russia, il 28 ottobre 2026. Ansa, EPA/MAXIM SHIPENKOV

L’energia rimane una delle principali leve della presenza russa in Africa. Il colosso energetico russo Rosatom ha dichiarato di essere in trattativa con l’Uganda, il Ghana, l’Etiopia e l’Egitto per grandi progetti di centrali nucleari. Nove paesi africani avrebbero inoltre manifestato interesse per le centrali nucleari galleggianti, mentre sarebbero in corso discussioni più approfondite con l’Egitto, la Tanzania, il Togo e la Namibia.

L’Africa svolge un ruolo chiave nella costruzione della narrativa russa di un mondo diventato «multipolare» e destinato a liberarsi dall’egida occidentale.

Putin ha presentato la Russia e l’Africa come «alleati naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare, veramente democratico, libero da diktat e da doppi standard». Secondo lui: «le nostre imprese non si dedicano a uno sfruttamento predatorio e neocoloniale delle risorse naturali e umane, ma sviluppano la trasformazione delle materie prime in loco».

Ricca di risorse proprie, la Russia, secondo Putin, non avrebbe alcuna intenzione predatoria, se non quella di condividere la propria tecnologia, sviluppare il potenziale industriale e creare posti di lavoro. «L’epoca in cui il destino di interi continenti era deciso da un piccolo blocco di Stati sta svanendo per non tornare mai più», ha affermato il presidente russo. Naturalmente, l’alleanza consente, tra l’altro, alla Russia accesso a materie prime, mercati e alleati strategici.

Il presidente russo Vladimir Putin (a destra) accoglie il presidente della Commissione dell’Unione Africana (AUC) Mahmoud Ali Youssouf durante la cerimonia ufficiale di benvenuto riservata ai partecipanti al terzo vertice Russia-Africa a Mosca, in Russia, il 28 ottobre 2026. Ansa, EPA/MAXIM SHIPENKOV

Il presidente keniano William Ruto ha insistito sulla riforma della governance globale. «L’ordine internazionale deve riflettere il mondo così com’è oggi, e non quello del 1945», ha dichiarato, prima di ricordare che l’Africa non può continuare a essere privata di una rappresentanza permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Una rivendicazione portata avanti da tempo dall’Unione Africana, che conferisce a questo avvicinamento una dimensione diplomatica che va oltre le sole relazioni bilaterali.

Il presidente in carica dell’Unione Africana, Évariste Ndayishimiye, ha sottolineato: «Stiamo entrando in una nuova fase, in cui gli investitori russi verranno per investire e lavorare insieme. I giovani africani si aspettano benefici tangibili in termini di occupazione, borse di studio, accesso all’energia e innovazioni digitali».

Secondo i dati presentati da Vladimir Putin, la Russia ha consegnato oltre 18 milioni di tonnellate di cereali all’Africa nel 2025, seguite da ulteriori 13 milioni di tonnellate nei primi nove mesi del 2026. Le esportazioni russe di fertilizzanti minerali avrebbero raggiunto circa 1,5 milioni di tonnellate nel 2025 e superato i 2,2 milioni di tonnellate dall’inizio del 2026.

Alle Seychelles, tre aziende hanno ottenuto l’autorizzazione normativa per esportare i propri prodotti ittici in Russia. L’ambasciatore russo ha spiegato che è in preparazione una prima spedizione di tonno, con un servizio di trasporto previsto da Aeroflot.

Il vertice si è concluso con l’adozione di tre documenti: la Dichiarazione del terzo Vertice Russia-Africa, una dichiarazione sulla cooperazione nell’uso civile dell’intelligenza artificiale e il Piano d’azione del Forum di partenariato Russia-Africa per il periodo 2027-2029.

La dichiarazione finale, composta da 101 punti suddivisi in cinque grandi sezioni, riguarda la cooperazione politica e giuridica, la sicurezza, l’economia, gli scambi umanitari, nonché l’ambiente e il clima. Prevede in particolare un coordinamento sulla riforma del Consiglio di sicurezza dell’ONU, la lotta al terrorismo, la sicurezza alimentare e la cooperazione tecnologica.

Il partito presidenziale «Russia Unita» convocherà, dal 14 al 18 novembre 2026, l’assemblea generale del movimento internazionale «Per la libertà delle nazioni!», creato nel 2024 per federare formazioni politiche straniere attorno a un discorso di lotta contro il «neocolonialismo». Guidata in particolare dal presidente della Federazione russa Dmitrij Anatol’evič Medvedev, questa iniziativa riunisce partiti storici africani, quali l’ANC sudafricano, il FLN algerino, il Frelimo mozambicano o lo Zanu-PF dello Zimbabwe, e prevede una sessione dedicata specificatamente all’Africa.

 

 

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