Ultime notizie dall’Ucraina, se possibile ancora più ciniche delle precedenti. In effetti un raid missilistico russo ha colpito due autobus di linea in via Yuvileina a Kramatorsk, provocando la morte di oltre trenta persone e il ferimento di almeno diciotto civili. L’esplosione, avvenuta nei pressi di una fermata e di una clinica privata, ha spinto le autorità locali a ordinare lo stop del trasporto pubblico sia a Kramatorsk sia nella vicina Sloviansk, per proteggere i residenti da ulteriori colpi mirati contro i mezzi di trasporto da parte dei droni russi.
Nella regione del Donbass, la cintura urbana Kramatorsk-Sloviansk costituisce in effetti l’ultima grande roccaforte fortificata sotto il controllo dell’esercito ucraino nell’oblast (regione, ndr) di Donetsk. Le truppe russe mantengono una costante pressione lungo la linea di contatto, impiegando una tattica di logoramento ad alto costo umano abbinata all’uso intensivo di bombe aeree guidate e droni per bombardare le infrastrutture civili e spezzare la tenuta dei centri abitati.
Di fronte al protrarsi delle ostilità messe in atto da Mosca, e al conseguente aumento delle vittime civili, la linea strategica adottata da Kyiv si sviluppa su tre assi principali: mantenere le posizioni difensive chiave a est per rallentare l’avanzata russa e infliggere perdite sproporzionate alle forze d’attacco; intensificare i raid di droni e missili contro la logistica, le raffinerie e i depositi strategici situati all’interno del territorio russo per indebolire l’economia di guerra di Mosca; negoziare con gli alleati occidentali (inclusi Stati Uniti e Unione europea) per ottenere una fornitura prioritaria di sistemi antiaerei avanzati e un inasprimento effettivo del regime sanzionatorio.
La situazione diplomatica sul conflitto in Ucraina si trova in una fase di stallo strategico (chiamiamolo così) e di forte reciproca insofferenza, caratterizzata dal rallentamento delle iniziative di mediazione e da posizioni irremovibili sulle condizioni per un cessate il fuoco. Nonostante gli sforzi della diplomazia statunitense per promuovere sessioni di colloquio trilaterali a livello tecnico, Mosca ha confermato la sospensione dei contatti in questo formato. Il Cremlino imputa lo stop al rafforzamento delle sanzioni economiche Usa e ai continui attacchi di droni ucraini in territorio russo. Nei fatti, nessuna delle parti in campo è in grado di imporre una svolta decisiva a breve termine, aumentando così i rischi di un prolungamento delle ostilità.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy respinge la narrazione dello stallo diplomatico, sostenendo che la priorità della comunità internazionale deve rimanere il prosciugamento delle risorse economiche e militari della Russia tramite inasprimenti delle sanzioni, anziché la ricerca di compromessi. Nei fatti, vi sono dei nodi irrisolti al tavolo dei negoziati, cose già udite mille volte da tre anni in qua: il Cremlino rifiuta in effetti l’ipotesi di un semplice congelamento delle posizioni lungo la linea del fronte e ribadisce l’obiettivo del pieno controllo politico e militare sull’oblast di Donetsk e sulle altre aree rivendicate. Per la Russia rimane ostativa qualsiasi prospettiva di integrazione formale dell’Ucraina nella Nato o l’alleanza di sicurezza permanente con Paesi occidentali.
Kyiv, da parte sua, subordina qualsiasi intesa al rispetto della propria sovranità territoriale, a garanzie di sicurezza internazionali vincolanti contro future aggressioni e alla continuazione delle forniture per la difesa aerea e la protezione delle infrastrutture critiche.
I Paesi dell’Unione europea muovono la propria azione su un doppio binario: da un lato il Consiglio europeo mantiene attivi canali di contatto diplomatici d’emergenza per sondare eventuali reali aperture negoziali da parte di Mosca; dall’altro continuano i pacchetti di aiuti finanziari e militari focalizzati sull’integrazione di sistemi anti-drone, difesa aerea e sostegno al settore energetico ucraino. In conclusione, ancor sangue, ancora attacchi, ancora una guerra che non ha senso e che non lascia intravvedere spiragli di soluzione.
