Sono stati in 30 i seminaristi e sacerdoti che quest’estate si sono dati appuntamento a Trento, dal 20 al 24 luglio, per approfondire la spiritualità dell’unità e conoscere i luoghi in cui è nato il Movimento dei Focolari, fondato nel 1943 da Chiara Lubich.
L’iniziativa, che quest’anno intitolava “Alle sorgenti del carisma dell’unità”, è stata promossa dal Centro Gens (Generazione Nuova Sacerdotale) del Movimento dei Focolari, impegnato nell’accompagnamento dei seminaristi diocesani e dei giovani sacerdoti che desiderano vivere l’amore evangelico nel loro ministero alla luce del carisma dell’unità.
Attraverso i luoghi degli albori dell’Opera di Maria – nome ufficiale del Movimento dei Focolari –, è nata una riflessione sulla rilevanza del suo operato nel contesto odierno, motivata dalle parole che papa Leone ha rivolto ai partecipanti all’Assemblea Generale nel marzo 2026: «Il veleno della divisione e della conflittualità tende a inquinare i cuori e le relazioni sociali e va contrastato con la testimonianza evangelica dell’unità, del dialogo, del perdono e della pace».
L’evento è iniziato lunedì 20 luglio con la celebrazione della Santa Messa, la formazione dei gruppi di condivisione e le presentazioni. Provenienti da Angola, Brasile, Burundi, Lussemburgo, Mozambico, Polonia, Ungheria e Italia, e appartenenti a diverse diocesi e realtà ecclesiali, i partecipanti si sono sentiti «in un clima di famiglia e di profonda comunione, riconoscendo nella comune vocazione al ministero sacerdotale il desiderio di lasciarsi rinnovare dal Vangelo dell’unità». Questo è stato possibile anche grazie alla natura dell’esperienza, pensata per «promuovere la vita fraterna, la preghiera, la formazione, il dialogo, il servizio reciproco e la comunione concreta», spiegano gli organizzatori.
Alla scoperta delle radici
Martedì 21 luglio il gruppo ha visitato Trento, città nativa di Chiara Lubich, e ha ripercorso la sua storia e quella della Chiesa locale. Particolarmente significativo è stato l’incontro con l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, il quale ha ricordato come il carisma dell’unità abbia contribuito a rafforzare la comunione nella Chiesa trentina.
Nel pomeriggio, i partecipanti hanno conosciuto la storia del Centro Mariapoli di Cadine, dove sono stati accolti durante il loro soggiorno in Italia. Dopodiché, padre Fabio Ciardi, professore emerito presso l’Istituto di Teologia della vita consacrata “Claretianum”, ha introdotto alcune chiavi di lettura del Paradiso ’49, un’opera che contiene l’esperienza contemplativa fatta da Chiara fra il 1949 e il 1951. La giornata si è conclusa con la visione del film L’amore vince tutto, di Giacomo Campiotti.

Incontro di mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, con i seminaristi e sacerdoti partecipanti alla settimana estiva organizzata a Cadine dal Centro Gens.
Pellegrini nei luoghi del Paradiso ’49
Mercoledì 22 luglio è stato il giorno del pellegrinaggio tra Tonadico e Fiera di Primiero, luoghi intimamente legati all’esperienza del Paradiso ’49. Dopo una meditazione di padre Fabio sui principali nuclei della mistica di Chiara Lubich è seguito un momento particolarmente intenso dedicato al Patto di unità fatto tra Chiara e Igino Giordani, cofondatore del Movimento dei Focolari.

Seminaristi e sacerdoti partecipanti all’incontro del Centro Gens con padre Fabio Ciardi a Baita Paradiso. Fonte: don Tommaso Danovaro
Il pellegrinaggio è poi proseguito nei posti simbolo di quella stagione spirituale: la chiesa dell’Assunta, la Baita Paradiso, la chiesa di San Vittore e l’edicola della Madonna della Luce, dove nella contemplazione del Creato, Chiara percepisce che Dio sostiene e regge la natura.
A concludere la giornata è stato il dialogo con tre sacerdoti del Trentino Alto Adige, che hanno condiviso come il carisma dell’unità illumini concretamente il loro ministero, facendo della fraternità e della comunione uno stile quotidiano di vita sacerdotale.
La spiritualità dell’unità per il ministero di oggi
Giovedì 23 luglio la visita al bosco di Goccia d’Oro e a Piazza Cappuccini ha permesso di approfondire il tema della scelta radicale di Dio e della Parola vissuta, elementi fondanti dell’esperienza spirituale di Chiara Lubich.
Nel pomeriggio, don Tommaso Danovaro, partendo dalla lettera di papa Leone Una fedeltà che genera futuro incentrata sulla vocazione e la vita dei preti, ha sviluppato una riflessione sui punti fondamentali della spiritualità dell’unità, mostrando come essa rappresenti «una luce concreta per la formazione e il ministero di seminaristi e sacerdoti».
Ripartire con un rinnovato impegno
La giornata di venerdì 24 luglio si è aperta con la celebrazione eucaristica, durante la quale fra i presenti è stato rinnovato il Patto di unità.

Seminaristi e sacerdoti partecipanti all’incontro del Centro Gens visitano i luoghi del Paradiso ’49 con padre Fabio Ciardi. Fonte: don Tommaso Danovaro
La testimonianza video di don Silvano Cola, primo prete focolarino, ha riproposto alcuni dei temi che hanno accompagnato l’intera settimana: la scelta di Dio come fondamento della vita sacerdotale, il riconoscere Gesù presente in ogni fratello, il superamento dell’autoreferenzialità clericale e la centralità di Gesù crocifisso e abbandonato quale via privilegiata per costruire la comunione.
L’ultima condivisione ha fatto emergere la gratitudine per il cammino vissuto insieme e per la comunione sperimentata, così come il desiderio di continuare a seminare la spiritualità dell’unità nelle proprie diocesi, nei seminari e nelle comunità di appartenenza. È quanto esprimono alcuni dei partecipanti, come Antonio, che afferma: «In questo momento del mio cammino vocazionale mi ha fatto bene tornare all’essenziale: alla semplicità del Vangelo vissuto, alla fraternità costruita nelle piccole cose, alla capacità di riconoscere nell’altro qualcuno da accogliere e amare concretamente. Ma forse ciò che porto via più profondamente è aver compreso ancora un po’ che l’unità non nasce dall’assenza di ferite, di fatiche o di distanze. Nasce dalla scelta di attraversarle continuando ad amare».
Anche Gabriele, ripensando ai giorni a Cadine, confessa: «La gioia più grande, infatti, è che questa comunione non si è chiusa in quei giorni trentini: nei prossimi mesi, anche se a distanza, continueremo a condividere la “Parola di Vita” con gli altri seminaristi conosciuti in questi giorni. È un filo d’oro prezioso che continuerà a legarci, sostenendo la nostra preghiera e i nostri passi verso il futuro».
Ritornare alle sorgenti della storia del Movimento dei Focolari attraverso l’esperienza di Cadine ha permesso di constatare che il carisma dell’unità rimane un dono vivo per la Chiesa e per il mondo di oggi, e che parla con forza anche alle nuove generazioni di seminaristi e sacerdoti.
