Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Guido Crosetto, Matteo Piantedosi sono antisemiti? Siamo sicuri di no, eppure potrebbero ricevere questa accusa infamante, grazie – o per colpa? – (anche) della loro maggioranza. E la situazione si farebbe imbarazzante, per esponenti di governo di centrodestra che, in parte, ancora faticano a rinnegare completamente il fascismo.
Il disegno di legge 1004 dal titolo “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” approvato al Senato lo scorso marzo, è arrivato alla Camera per la discussione nella Commissione Affari Costituzionali. Classificato col numero 2830, è stato abbinato a due progetti di legge sullo stesso tema, il 2376 (presentato da Marco Malaguti, FdI) e il 2383 (promosso da Riccardo Molinari, Lega) e, dopo uno slittamento, sarà discusso il 2 ottobre. Contro il ddl, mercoledì 9 settembre si sono svolte manifestazioni di protesta davanti la Camera dei deputati e in altre città italiane.

Presidio davanti Montecitorio, a Roma, sede della Camera, per protestare contro il ddl antisemitismo. Foto di Sara Fornaro
I disegni di legge propongono di adottare la «definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto) il 26 maggio 2016, compresi i relativi indicatori. In base a tale definizione, l’antisemitismo viene identificato come “una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici». Tra gli esempi citati come antisemiti c’è il paragonare la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti. Possono essere considerati antisemiti anche, per esempio, la critica allo Stato di Israele e alle sue istituzioni e il boicottaggio dei suoi prodotti?
Per la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, «il dl 1004 contro l’antisemitismo non prevede norme liberticide, né poteri di denuncia, pena o sanzione». In una dichiarazione a Pagine ebraiche, ha spiegato che non comporta «nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione».

Presidio davanti Montecitorio, a Roma, sede della Camera, per protestare contro il ddl antisemitismo. Foto di Sara Fornaro
Ma torniamo al nostro governo. «Sono inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile che Israele sta dimostrando da mesi. Nessuna azione militare – aveva affermato Meloni il 17 luglio 2025 – può giustificare un tale atteggiamento». Il 20 settembre 2025 il ministro dell’interno Piantedosi aveva dichiarato alla Stampa: «credo che il Governo israeliano stia spingendo il conflitto oltre ogni limite di ragionevolezza, di proporzionalità e di umanità».
Intervenendo all’Onu il 24 settembre 2025 Meloni aveva affermato: «La reazione a una aggressione deve sempre rispettare il principio di proporzionalità. Vale per gli individui, e vale a maggior ragione per gli Stati. E Israele ha superato quel limite, con una guerra su larga scala che sta coinvolgendo oltre misura la popolazione civile palestinese. Ed è su questo limite che lo Stato ebraico ha finito per infrangere le norme umanitarie, causando una strage tra i civili. Una scelta che l’Italia ha più volte definito inaccettabile».
In un’intervista del 21 maggio 2026 ad Avvenire il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva dichiarato: «Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi».
Potremmo ricordare anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che guardando il video del trattamento inflitto dai militari israeliani guidati dal ministro Ben Gvir ai volontari della Global Sumud Flotilla lo avevo ritenuto un: «Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele».

Dichiarazioni del presidente Mattarella rispetto alle violenze sui volontari della Global Sumud Flotilla in Israele. Frame da X
Siamo sicuri, tuttavia, che – se il ddl antisemitismo verrà approvato – difficilmente qualcuno accuserà i nostri membri del Governo, che hanno giustamente denunciato violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani.

Presidio davanti Montecitorio, a Roma, sede della Camera, per protestare contro il ddl antisemitismo. Foto di Sara Fornaro
Ma siamo ugualmente sicuri che nessuno perseguirà i comuni cittadini?
Se criticheranno l’azione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato dall’Onu di genocidio, potranno essere accusati e processati per antisemitismo, per esempio, genitori orripilati nel vedere bambini di Gaza uccisi a sangue freddo? Medici che assistono all’uccisione dei loro colleghi mentre provano a salvare vite umane? Giornalisti che raccontano le violenze in Palestina? Insegnanti che spiegano agli studenti i valori democratici della nostra Costituzione? Ragazzi che manifestano contro chi vìola quegli stessi valori democratici? Potrà essere accusato di antisemitismo – come già avviene – un comico come Maurizio Crozza, perché imita Netanyahu? Finirà la nostra libertà di pensiero e di parola?

Presidio davanti Montecitorio, a Roma, sede della Camera, per protestare contro il ddl antisemitismo. Foto di Sara Fornaro
Quali interessi protegge il ddl antisemitismo?
Una legge che combatte l’antisemitismo e le discriminazioni in Italia esiste già. È la 205 del 25 giugno 1993, la cosiddetta Legge Mancino, che sanziona e condanna frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio e alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. «La mia opinione – ci aveva spiegato in un’intervista Irene Kajon, ex docente della Sapienza e membro della comunità ebraica di Roma – è che nelle leggi dello Stato italiano vi sono già delle regole necessarie per controllare le forme di antisemitismo».
I progetti di legge in discussione alla Camera prevedono – da come si legge nei testi – «una serie di linee d’azione per contrastare l’antisemitismo e promuovere una cultura libera da pregiudizi e stereotipi nei confronti degli ebrei». Nel concreto, si tratta di «azioni formative in ambito scolastico per docenti e studenti; attività di ricerca nelle università; iniziative di formazione rivolte alle Forze armate, alle Forze dell’ordine e al personale della carriera prefettizia e della magistratura; diffusione di campagne informative sul servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale; attività formative nel contesto sportivo».
Se ogni cittadino è uguale di fronte alla legge, perché questo sbilanciamento tra le diverse fedi religiose? Gli atti di antisemitismo sono effettivamente aumentati, in Europa, a causa del genocidio a Gaza operato dall’esercito israeliano dopo la terribile strage fatta da Hamas il 7 ottobre 2023. Il diritto alla difesa e alla sicurezza di Israele sono innegabili, ma l’annientamento di un’intera popolazione – come sottolineato da Meloni – è un’azione spropositata e inaccettabile.
Il ddl antisemitismo vuole forse mettere a tacere la giusta critica ad un governo accusato di genocidio?

Presidio davanti Montecitorio, a Roma, sede della Camera, per protestare contro il ddl antisemitismo. Foto di Sara Fornaro
12 Paesi contro gli insediamenti israeliani illegali in Palestina
Sono antisemiti i capi di governo di Regno Unito, Canada e Francia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia? Eppure, dopo aver informato il presidente USA Trump del loro provvedimento, senza ricevere obiezioni, hanno annunciato «l’intenzione di introdurre restrizioni nazionali e/o europee al commercio di merci con insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale». Questo potrebbe portare a sanzionare i coloni violenti che stanno distruggendo le vite e le proprietà dei palestinesi in Cisgiordania, che niente hanno a che fare con Hamas. Secondo quei governi, siamo di fronte a livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni e di espansione degli insediamenti. Motivo per cui, «il governo di Israele deve immediatamente fermare l’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi civili, garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e indagare sulle accuse contro le forze israeliane».
Un provvedimento che sta rendendo difficile la campagna elettorale al premier israeliano Netanyahu, accusato in patria dal quotidiano Haaretz di essere stato avvertito dai servizi segreti egiziani e direttamente dall’emiro Mohammed bin Zayed delle intenzioni di Hamas per il 7 ottobre 2023 e di non aver preso nessun provvedimento. Bibi ha smentito, ma si trova in acque decisamente agitate.

Ahmoud Shakshak, 36 anni, con i corpi dei suoi due figli Fady, 5 anni, e Sara, 8 anni, uccisi dagli israeliani nel campo profughi di Al Shatea a Gaza City, Ansa, EPA/MOHAMMED SABER
La dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo (JDA)
Rispetto alla dichiarazione dell’IHRA, c’è chi propone di adottare la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo (JDA), proposta nel 2021 da un gruppo di studiosi esperti di storia dell’Olocausto, studi ebraici e sul Medio Oriente. La definizione elaborata è: «L’antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o contro le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)».
Questa definizione nasce perché, spiegano i promotori, «la “Definizione IHRA” (compresi i suoi “esempi”) non è né chiara né coerente. Qualunque siano le intenzioni dei suoi sostenitori, essa confonde la differenza tra discorso antisemita e legittima critica a Israele e al sionismo. Ciò genera confusione, delegittimando al contempo le voci dei palestinesi e di altri, compresi gli ebrei, che esprimono opinioni fortemente critiche nei confronti di Israele e del sionismo. Tutto ciò non contribuisce in alcun modo a combattere l’antisemitismo».
La JDA, per esempio, distingue il sionismo dall’antisemitismo: «Il nazionalismo, ebraico o di altra natura, può assumere molte forme, ma è sempre oggetto di dibattito. Il fanatismo e la discriminazione, sia nei confronti degli ebrei che di chiunque altro, non sono mai accettabili». Afferma inoltre che «i boicottaggi, i disinvestimenti e le sanzioni contro Israele, per quanto controversi, non sono, di per sé, antisemiti».
