Laura e Antonio sono una coppia senza figli. Raccontano di essere in grande difficoltà e di avere bisogno di un aiuto. All’inizio della loro relazione tutto filava d’amore e d’accordo ma presto sono cominciati i conflitti a cui poi seguivano le separazioni, e poi riappacificazioni di lì a poco, e poi ancora conflitti in un ciclo senza fine.
Il punto è che spesso ciò che accade nel qui e ora della coppia va ricercato nella storia individuale di ciascuno. Così viene in evidenza che Laura è stata una bambina non vista, con una madre molto rigida e un padre che l’abusava emotivamente rimandandole l’immagine di una donna inadeguata, sbagliata, mai all’altezza. Laura fin da bambina ha preso la decisione che per essere amata c’era un’unica strada: prendersi cura degli altri, rendersi indispensabile elargendo favori e cure anche non richieste.
Infatti è prodiga di attenzioni nei confronti di tutto il circondario e si annulla anche fisicamente pur di riuscire a farsi carico di tutti i suoi innumerevoli impegni. Naturalmente con Antonio c’è stata l’attrazione fatale. Il “bell’Antonio”, figlio unico a cui tutto era concesso ha sempre cercato partner che confermassero e rispecchiassero il suo valore.
Il loro incastro di coppia non è stato casuale: i bisogni emotivi dei due sono complementari: Laura desidera costante conferma di valore, vicinanza e rassicurazione; Antonio ricerca ammirazione, validazione e un oggetto relazionale che lo rispecchi e lo confermi.
Nel processo di analisi della loro relazione emerge che Laura in particolare fa fatica a sviluppare la sua autonomia emotiva sganciando il suo valore “da quanto è utile” .
Col tempo però comprende piano piano che è necessario che faccia sempre più esperienza che il suo valore di persona viene prima e a prescindere dalle cento cose che fa. Ma Laura ha anche bisogno di imparare maggiormente a regolare le sue emozioni . E a rimanere nella relazione con Antonio non perché non può sopravvivere senza di lui ma perché sceglie di stare con lui da persona adulta. Si tratta di cominciare a mentalizzare un incontro tra due interezze nella libertà ,mentre, nella necessità c’è spesso un incastro tra fragilità che si sostengono per paura di cadere.
Antonio a sua volta, sotto la superficie grandiosa e sicura di sé, in realtà sperimenta vissuti profondi di inadeguatezza, vergogna e vulnerabilità. Anche lui da bambino ha vissuto in una famiglia che da una parte lo idealizzava, dall’altro non lo vedeva davvero nei suoi bisogni più autentici. Da qui la strategia che Antonio adotta nella relazione con Laura di disconnessione emotiva e la continua ricerca di conferme esterne.
Ad un certo punto Antonio confessa che in realtà non tollera che Laura lo tratti accudendolo in tutto e per tutto “come un figlio” ,quasi fossero legati dall’accordo tacito secondo cui l’uno deve manifestare una disponibilità inesauribile ad aiutare l’altro senza pretendere nulla in cambio, mentre l’altro, bisognoso di aiuto, può evitare di ricorrere alle proprie forze.
Questo pattern che per un po’ ha funzionato nella loro coppia ormai non va più bene: per entrambi è fonte di malessere. Occorre il coraggio di rivoluzionare la propria routine e di certo non sarà semplice. L’alternativa è continuare a restare incastrati in una dinamica antica che fa soffrire entrambi e che non è più congruente con i loro nuovo bisogni di autonomia, autenticità, profonda intimità, ma come dice Erica Jong:
“Per l’amore vale realmente la pena di combattere, di avere coraggio e di rischiare tutto. Il guaio è che, se non si rischia nulla, si rischia anche di più.”
