Lidia e Marco faticano a dirsi cosa vorrebbero l’uno dall’altra. Lidia, per esempio, dice che chiede a Marco di portarle dei fiori di tanto in tanto, ma poi aggiunge che il fatto di chiederglielo la induce a pensare che, se Marco le porterà dei fiori, comunque non lo farà spontaneamente, ma perché lei gliel’ha chiesto. In questo caso si parla del paradosso della “spontaneità imposta”.
Ora, se Marco dovesse ignorare la richiesta di Lidia, Lidia si sentirebbe ancora meno amata. Se invece Marco le portasse dei fiori, questo comunque non sarebbe sufficiente per soddisfare il bisogno di affetto perché Lidia saprebbe che non è stato un comportamento spontaneo. In tal caso, Marco è stato messo in una situazione di cosiddetto “doppio legame”. Prenda la decisione che prenda, non sarà sufficiente per soddisfare la richiesta di Lidia. Qualsiasi cosa farà, sarà sbagliata perché si troverà di fronte a due richieste contraddittorie.
Purtroppo, le situazioni di doppio legame possono diventare un’arma di manipolazione all’interno di una coppia. Infatti Lidia, avanzando la sua richiesta contraddittoria: «Portami spontaneamente dei fiori» aggiunge anche un elemento di pressione negativa che, in qualche modo, lascia intendere, anche se non lo esplicita verbalmente: «Se non lo fai, mi sentirò non amata come vorrei». È un mandato che impedisce a Marco di sfuggire alla situazione e che lo potrebbe portare a nutrire un forte senso di colpa. Può accadere, infatti, che, se delle persone importanti per noi ci incolpano di non provare i sentimenti che dovremmo provare, finiremo per sentirci colpevoli della nostra “incapacità” di provare i sentimenti giusti, quelli “veri”.
È ciò che accade quando Luisa parla di Oscar: «Lui non prova per me ciò che provo io perché non reagisce come reagisco io quando litighiamo. Io sono molto triste, lui no, è silenzioso e distaccato. Quindi, lui non ci tiene veramente a me come io tengo a lui». Luisa fatica a comprendere che le emozioni non si comandano e che pretendere che Oscar provi un sentimento crea in Oscar solo senso di colpa e ribellione.
Quindi, nelle coppie si possono agire queste dinamiche senza essere pienamente consapevoli del loro impatto, come nel caso della richiesta dei fiori da parte di Lidia a Marco. Ma come fare se accade? Come fare quando ci si sente con le spalle al muro? È ciò che abbiamo esplorato con Marco e Lidia: far emergere la contraddizione della richiesta di Lidia a Marco. Far emergere che, comunque, Marco, se le portava dei fiori, non era spontaneo; se non glieli portava, non era emotivamente responsivo… e quindi che fare? Lidia ha compreso che la sua richiesta era in qualche modo irricevibile e che quindi forse andava rivista.
È stato più complicato per Luisa fare pace con l’idea che misurare il legame con Oscar con il metro delle sue emozioni non era la strategia più efficace per validare le emozioni di Oscar, diverse dalle sue. Si è trattato di cominciare a familiarizzare col mondo emotivo di Oscar, caratterizzato da una profonda disconnessione tra ciò che Oscar vive internamente e ciò che riesce a verbalizzare o a riconoscere coscientemente.
In realtà Luisa sta gradualmente cominciando a comprendere che, per certi versi, Oscar è “sconosciuto a se stesso”, non sta fingendo, non vuole lasciarla, anzi desidera continuare ad amarla, ma ha bisogno di riappropriarsi dei suoi vissuti e di riscoprire le sue emozioni, i suoi bisogni e le sue paure senza sentirsi giudicato se la modalità di gestione del suo mondo interiore è diversa da quella di Luisa. Anzi, proprio questo suo sentirsi validato nella sua caratteristica modalità può permettergli di schiudersi piano piano a una nuova connessione. Esattamente come dice lo psicologo Carl Rogers nel suo celebre paradosso: «Nel momento in cui mi accetti così come sono, allora divengo capace di cambiare».
