La prima lezione che insegno alla maggior parte dei miei pazienti riguarda il modo in cui formuliamo ciò che pensiamo e ciò che vogliamo fare. Invece di concentrarsi esclusivamente su ciò che non desiderano, li invito a definire con maggiore chiarezza ciò verso cui vogliono orientare le proprie azioni.
Il modo in cui descriviamo un’esperienza può infatti influenzare ciò a cui prestiamo attenzione e, di conseguenza, le scelte che facciamo. Quando formuliamo un obiettivo in termini concreti, diventa più facile individuare i comportamenti che possono aiutarci a raggiungerlo, invece concentrarsi soltanto su ciò che vogliamo evitare può mantenere l’attenzione proprio sul problema che stiamo cercando di superare.
Per rendere più familiari le parole e le idee che vuoi ricordare, può essere utile utilizzarle in modi diversi, ad esempio scrivendole, pronunciandole ad alta voce, cantandole oppure trasformandole in un’immagine o in un’opera creativa. Coinvolgere più modalità sensoriali può rendere il messaggio più facile da ricordare rispetto alla semplice lettura.
Per esempio, puoi scrivere su un biglietto una frase che esprima ciò su cui vuoi concentrarti, decorarlo e collocarlo in un luogo che vedi spesso, come lo specchio o il comodino. In questo modo quella frase diventa un richiamo concreto all’obiettivo o al comportamento che vuoi tenere presente.
Un’altra cosa importante da ricordare è che non possiamo controllare tutto ciò che accade, ma possiamo spesso scegliere come rispondere e quali azioni intraprendere.
Non si tratta di convincersi che tutto andrà bene, ma di riconoscere ciò che dipende da noi e di assumere un ruolo attivo nelle nostre scelte.
Dire ad alta voce ciò che stiamo facendo o ciò che intendiamo fare può aiutarci a rendere più esplicita la nostra intenzione e a mantenerla presente mentre agiamo.
Quando però formuliamo una frase, prestiamo cura a come la formuliamo perché la nostra attenzione tende a soffermarsi soprattutto sui contenuti e sulle azioni che vengono nominate.
Prendiamo, per esempio, la frase “Non copierò durante l’esame”, che contiene comunque l’idea del copiare. Se invece formuliamo lo stesso obiettivo in termini di comportamento desiderato, possiamo dire: “Sarò sincero e farò del mio meglio durante il test”. La seconda formulazione indica in modo più diretto quale comportamento vogliamo adottare, perché non si concentra sull’azione da evitare, ma su quella che intendiamo mettere in pratica.
Per questo, quando è possibile, può essere utile formulare le proprie intenzioni descrivendo ciò che si vuole fare e il risultato verso cui ci si vuole orientare, anziché limitarsi a elencare ciò che si vuole evitare.
Inoltre quando fai fatica a trovare le parole giuste per affrontare una situazione, può essere utile chiederti cosa direbbe una persona di cui ti fidi e che consideri una buona guida: un insegnante, un allenatore, un nonno, un fratello o una sorella maggiore. Quale prospettiva potrebbe offrirti? Quali parole utilizzerebbe per aiutarti a vedere più chiaramente la situazione? Puoi fare lo stesso anche pensando a una persona famosa che ammiri o a un personaggio di fantasia. Questo esercizio può aiutarti a recuperare risorse e prospettive che hai già incontrato attraverso altre persone e che, nel tempo, hai fatto tue.
Una volta chiarito ciò che vuoi ottenere, cerca di descriverlo nel modo più concreto possibile. Più dettagli fornisci, più diventa facile trasformare un’intenzione generica in un comportamento osservabile. Per esempio, invece di dire “Voglio fare bene al test di domani”, potresti dire “Voglio affrontare il test con calma e concentrazione, ricordare ciò che ho studiato e dedicare il tempo necessario a ogni domanda”. Vedi la differenza? La seconda formulazione non indica soltanto un risultato, ma anche alcune condizioni e comportamenti che possono contribuire a raggiungerlo.
In definitiva, le parole che scegliamo non cambiano da sole ciò che viviamo, ma possono cambiare il modo in cui guardiamo a ciò che viviamo e, di conseguenza, le possibilità che riusciamo a vedere. Imparare a descrivere con maggiore precisione ciò che vogliamo e ciò che possiamo fare significa anche imparare a prenderci uno spazio di scelta.
Non si tratta di trovare sempre le parole perfette, ma di usare il linguaggio come uno strumento per comprendere meglio e orientarci nelle difficoltà, in modo tale da trasformare un’intenzione in un’azione concreta. A volte, un piccolo cambiamento nel modo in cui diciamo qualcosa può essere il primo passo per cambiare il modo in cui affrontiamo quella situazione.
