Nelle ultime settimane migliaia di migranti sono arrivati via mare o saltando le barriere di confine a Ceuta, una delle due città autonome spagnole (l’altra è Melilla) situate nel Nord dell’Africa, vicino al Marocco. Gli arrivi erano stati registrati e monitorati dalle autorità locali attraverso i droni.
Ogni giorno centinaia di persone hanno nuotato a lungo per solcare il confine europeo nel continente africano. Ieri gli arrivi più numerosi. Oltre una ventina i migranti che non ce l’hanno fatta: i loro corpi sono stati recuperati dai soccorritori. Tra chi è riuscito a raggiungere Ceuta a nuoto, con salvagenti o lettini gonfiabili, ci sono anche donne incinte e ragazzini. Finanche disabili. Erano tutti stremati, con ferite agli arti dovute agli scogli e alla difficile traversata. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, complessivamente in queste settimane sono arrivati circa 40mila persone: un numero enorme, considerando che la popolazione cittadina è di poco più di 80 mila persone. Accanto agli agenti della guardia civile di Ceuta, il governo centrale spagnolo ha fatto intervenire l’esercito ed ha chiuso il confine di Beni Enzar, che separa la città dal Marocco. Molti residenti hanno protestato contro le istituzioni, guidate dal presidente della città, Juan Jesús Vivas, accusandole di aver di fatto consentito gli arrivi. Oggi, nella città autonoma, arriverà il premier Pedro Sánchez.
Le cause dell’ondata migratoria
L’arrivo a nuoto dei migranti è legato alla vittoria del ricorso presentato da un cittadino algerino, che era arrivato a Ceuta nuotando, dunque senza aver violato o saltato recinzioni. I giudici di tre gradi di giudizio gli hanno dato ragione: non avendo violato nessuna barriera, comportamento che secondo la legge provoca il respingimento, il migrante non poteva essere respinto. La sua vittoria ha, evidentemente, prodotto un effetto emulazione. Non va però dimenticato l’obbligo, per le istituzioni spagnole, di dare immediata assistenza ai minori non accompagnati. Tutti i migranti, quindi, saranno innanzitutto soccorsi e identificati, per poi valutare le differenti situazioni. Si tratta soprattutto di marocchini e algerini. In Marocco si è diffusa la voce che il governo spagnolo consentisse gli ingressi e si sono formate lunghe file al confine con Ceuta.
La reazione della premier Meloni e l’ira della Spagna
Di fronte alle immagini dei migranti giunti a Ceuta, la premier italiana Giorgia Meloni ha annunciato che valuterà se sospendere l’accordo di Schengen, che garantisce la libera circolazione dei cittadini nell’Unione europea. L’accordo può essere temporaneamente sospeso solo in caso di urgenti motivi di sicurezza e ordine pubblico. Trattandosi di un arrivo massiccio di migranti in terra nordafricana, che difficilmente si tradurrà in un loro spostamento collettivo nel Paese spagnolo, l’annuncio della premier italiana ha fatto storcere il naso alle istituzioni ispaniche, tanto che José Manuel Albares, ministro degli Esteri della Spagna, ha convocato il nostro ambasciatore. Una misura solitamente usata per esprimere il proprio disappunto. La Francia ha invece annunciato di aver rafforzato i controlli ai confini con la Spagna.
I rapporti tra Spagna e Marocco
L’arrivo di massa dei migranti in terra spagnola rischiava di essere letto come una forma di pressione sulla Spagna della monarchia marocchina, guidata dal re Mohammed VI. Così almeno era successo in passato, in particolare nel 2021, quando di fronte ad una crisi diplomatica tra i due Stati, migliaia di marocchini si erano riversati a Ceuta. Tuttavia, il governo spagnolo ha sottolineato che i rapporti con il Marocco sono “eccellenti” e che le rispettive autorità sono in “contatto permanente a tutti i livelli” per risolvere l’attuale situazione a Ceuta e per il rimpatrio delle persone arrivate in modo irregolare. Una decisione che ha gettato nello sconforto i migranti.
