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Italia > Ricorrenze

La “questione” della grazia al gioielliere alla vigilia dell’anniversario di via D’Amelio

di Francesca Cabibbo

Alla vigilia dell’attentato di via D’Amelio, in Sicilia, in cui furono uccisi il giudice Borsellino e i poliziotti della scorta, le forze politiche discutono della possibile grazia al gioielliere che uccise i suoi rapinatori, all’esterno del negozio.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Archivio Ansa

Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo furono uccisi il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della polizia di Stato della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Quello di quest’anno potrebbe sembrare un anniversario in tono minore e forse lo è. Ma cade in un anno, il 2026, in cui il dibattito sul ruolo della magistratura nel nostro paese ha interessato fortemente il paese, con il referendum sulla giustizia per approvare o respingere la riforma del sistema giudiziario voluta dal governo Meloni. Il paese ha respinto, rimandandolo al mittente, il referendum. Di recente, altri scontri sulla giustizia hanno interessato la recente condanna del gioielliere Roggero, che uccise due rapinatori in fuga dal suo negozio colpendoli alle spalle. La giustizia sommaria non ha luogo nel nostro Paese. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha anche richiamato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sull’inopportunità di un’iniziativa per la grazia a Roggero avviata dal ministero. Mattarella ha ricordato che la nostra Costituzione non assegna questo ruolo al ministro e la grazia è esclusiva pertinenza del Capo dello Stato. 

Accade anche questo nell’Italia che si prepara a celebrare il 34° anniversario della strage di Via D’Amelio.

Inquirenti, pompieri e gente comune in via D’Amelio a Palermo subito dopo l’attentato del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.
ANSA

Il mondo dell’antimafia ha organizzato diverse occasioni per ricordare la strage. Ne sono state programmate tante per questo importante anniversario estivo, che in Sicilia cade nei giorni del picco climatico del caldo.

Tra le manifestazioni di spicco, quella organizzata alle 10, al parco Piersanti Mattarella, dove il Network Giovani Sicilia ha organizzato l’iniziativa “Però parlatene – Con un microfono aperto la legalità prende voce“: interverranno il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, l’europarlamentare Giuseppe Antoci, il senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato, il deputato ed ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, e l’ex deputata Giulia Sarti.

Alle ore 10:30, il capo della polizia, il prefetto Vittorio Pisani, deporrà una corona d’alloro davanti alla lapide ubicata all’interno dell’Ufficio Scorte della Questura di Palermo che ricorda il sacrificio dei caduti nelle stragi di Capaci e via D’Amelio. Il Movimento Agende Rosse, sarà in via d’Amelio: interverranno i familiari delle vittime, associazioni e realtà giovanili di Palermo.

Tra le varie iniziative e gli spettacoli teatrali è prevista anche la conferenza “La verità oltre l’oblio di Stato“, a cui parteciperanno magistrati, avvocati, giornalisti e intellettuali. Alle 16.58 il minuto di silenzio, con la lettura della poesia “Giudice Paolo” di Marilena Monti.

Nell’hotel San Paolo Palace, si svolgerà il convegno nazionale “Parlate di mafia”, promosso dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia di Camera e Senato. All’incontro parteciperanno i capigruppo Lucio Malan e Giovanni Donzelli, prima della maratona oratoria a cui parteciperanno anche esponenti di Fdi in commissione Antimafia, tra cui la presidente Chiara Colosimo, il capogruppo Raoul Russo e la deputata palermitana Carolina Varchi.

57 giorni prima della della strage di via D’Amelio ci fu quella di via Capaci, in cui furono uccisi i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. 

Nei giorni scorsi, il 13 luglio 2026, a Palermo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inaugurato la nuova esposizione della Fiat Croma di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. L’auto su cui i due magistrati viaggiavano saltò in aria nella zona di Capaci ha trovato posto all’interno di una teca, nel museo del Presente “Giovanni  Falcone e Paolo Borsellino” a Palermo.

Il museo, ospitato nella sede prestigiosa di palazzo Jung, è nato dalla visione della fondazione Falcone e di Maria Falcone: è uno spazio che vuole raccontare la storia del pool antimafia, del Maxiprocesso e delle stragi del 1992, ospitando anche vari eventi di arte contemporanea e intrecciando i diversi linguaggi dell’arte e della storia tragica della terra di Sicilia.

In quell’auto viaggiavano Falcone, Francesca Morvillo e, in un’altra vettura, tre agenti della scorta. Morirono tutti. Solo Giuseppe Costanza, l’autista, si salvò. Invitato a partecipare alle manifestazioni del 13 luglio per la nuova esposizione dell’auto di Falcone, ha opposto un diniego: «Non mi piace la spettacolarizzazione dell’antimafia» ha detto. E ha ricordato che in quell’auto c’è, ancora oggi, il suo sangue.

Sono questi i prodromi che portano verso le celebrazioni per il 34° anniversario della strage di via D’Amelio. Per gli adolescenti e i giovani di oggi, un avvenimento che appartiene al passato, tramandato dai libri di storia. Per gli adulti, appena un velato ricordo che ha attraversato la loro storia di bambini.

 

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