Circo, teatro, danza e music-hall. Linguaggi che si intrecciano e si fondono l’uno nell’altro. È un universo poetico e surreale che ancora sa stupire, incantare, quello di Victoria Chaplin e di Jean-Baptiste Thierrée, leggendaria coppia di artisti che col loro circo-teatro contemporaneo dall’estetica di preziosa fattura artigianale, fatto di sketch minimali, clownerie, mimo, giochi di prestigio, trasformismo, stravaganti costumi, hanno reinventato, l’arte circense già negli anni ’70, anticipando quel “nouveau cirque” esploso poi negli anni ’90, dove danza contemporanea e teatro hanno trovato casa. Alla coppia poi si sono aggiunti la figlia Aurélia Thierrée e James Thierrée, con le loro singole carriere, unendo alla tradizione della famiglia di Charlie Chaplin, nuovi sguardi e linguaggi.

RENDEZ-VOUS ph. Richard Haughton
Ed è un piacere ritrovarli insieme sul palcoscenico in Rendez-vous (presentato al Teatro Mercadante di Napoli per Campania Teatro Festival), una traversata onirica di frammenti di loro spettacoli del passato, una summa che raccoglie il meglio della loro poetica e pratica teatrale, a partire dalla magia del leggendario Le Cirque Invisible. Qui un’indimenticabile Victoria, nel caleidoscopio di invenzioni fantastiche, utilizzando utensili da cucina di ogni tipo sistemati addosso vestendo un curioso armamentario, si modifica in una “donna orchestra”; oppure con l’abilità di una trasformista, indossando e appena variando tessuti, costumi e chincaglierie, compie una metamorfosi nel dare vita sul suo corpo a immaginifici animali e creature fantastiche.

RENDEZ-VOUS ph. Richard Haughton
Stravaganti anche i costumi zebrati o floreali indossati da Jean-Baptiste che, con le sue valigie colorate e i suoi trucchi di illusionismo “naif”, le sue espressioni stralunate e le sue fugaci performance surreali, strappa continuamente sorrisi. Rendez-vous alterna sketch singoli e altri di gruppo, come a sfogliare un album di famiglia. E in posizione da foto di gruppo di famiglia si sistemano tutti e quattro, staccandosi successivamente per le loro bizzarre performance. Brilla il più eclettico James, magnifico danzatore e autore dalle movenze mimiche e fisiche stupefacenti (lo ricordiamo in spettacoli come Raoul, Tabac Rouge e Room). Qui i suoi assoli onirici sono un’esplosione di acrobazia plastica, col corpo come di gomma, che richiama a tratti lo stile cinematografico del nonno Charlie Chaplin. James ha un mix di abilità e giocosità che lo rende irresistibile nel suo muoversi, per esempio, attorno ad una sedia, poi a terra e in piedi, impossibilitato ad assumere le normali posture fisiche; o indossando un’argentata tuta, simile ad una pesante armatura futuristica che gli impedirebbe ogni movimento (e invece lui della difficoltà ne fa uno sketch danzato; o nella danza velocissima delle braccia intrecciate; nelle strane forme di un grande elefante, di un pesce che nuota sul palco e un grande uccello-marionetta.

RENDEZ-VOUS ph. Richard Haughton
La scena che racchiude le storie di questo Rendez-vous, luogo d’incontro di orbitanti, è un paravento argentato e specchiante, un labirintico oggetto modulare che nel finale dello spettacolo, diventerà un valzer roteante con dentro i magnifici quattro artisti apparire e scomparire su una musica che sugella Rendez-vous come un’allegra sinfonia per gli occhi e lo spirito.
