Papa Leone XIV continua il suo viaggio apostolico in Spagna. Dopo aver trascorso i primi giorni della sua visita a Madrid è arrivato a Barcellona martedì 9 giugno. Lì lo aspettava un’agenda fitta di appuntamenti, sia pubblici che privati.
Fra questi ultimi, il pontefice ha incontrato i partecipanti agli Incontri Mediterranei 2026 (Med26), un progetto che raduna giovani provenienti da tutta la regione mediterranea impegnati a lavorare per la pace e il dialogo fra i popoli, e che quest’anno si tiene a Barcellona in concomitanza con la visita del papa.
Circa 65 giovani, insieme ai vescovi e agli operatori di pace, sono stati accolti nell’arcivescovado di Barcellona dal card. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, accompagnato dal card. Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza Episcopale Francese.
Il santo padre ha ringraziato i presenti per la loro testimonianza nel ricercare la riconciliazione e l’armonia, e li ha incoraggiati a proseguire i loro sforzi nella costruzione di un mondo di pace.
Dopo aver scherzato coi giovani sul fatto di incontrarli ogni volta in un porto diverso del Mediterraneo – facendo riferimento alla visita avvenuta sulla barca Bel Espoir ad Ostia nell’ottobre 2025 – Leone XIV ha evidenziato la necessità di continuare a viaggiare, non per forza fisicamente, ma spiritualmente, in un modo veramente umano, «raggiungendo quei porti dove ogni persona e comunità umana aspetta le buone notizie che voi continuate a promuovere con le varie iniziative che portate avanti nelle coste del Mediterraneo», come trasmesso dai partecipanti.
In un tempo in cui gli occhi del mondo si concentrano sul Mare Nostrum e in particolare sul Medio Oriente, colpito da violenze e divisioni, papa Leone appunta che mettendoci in dialogo possiamo «riconoscere la ricchezza della diversità ed essere veramente uniti».
