In questo capitolo del Vangelo di Matteo, gli apostoli sono stati appena scelti da Gesù, che li chiama per nome, conferendo loro poteri speciali sugli spiriti impuri per scacciarli e il dono di guarire ogni malattia e infermità. Gesù dà loro istruzioni su dove e come svolgere la loro missione iniziale. Il messaggio che devono annunciare è chiaro: «Il regno dei cieli è vicino»1.
L’indicazione di proclamare “strada facendo” il messaggio affidato sottolinea, da una parte, che il vero discepolo è innanzitutto un predicatore della prossimità, ma dall’altra parte che il loro modo stesso di camminare insieme deve essere annuncio. Infatti, nel Vangelo di Giovanni, in seguito alla consegna del comandamento nuovo, Gesù afferma: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»2.
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Il “regno dei cieli” è il cuore dell’annuncio di Gesù. L’espressione affine “regno di Dio” è usata nell’Antico Testamento per indicare la signoria, il governo e l’azione salvifica di Dio sulla storia umana. Lui è il sovrano del mondo e soprattutto del popolo di Israele, in attesa di un discendente del re Davide che ristabilisse il ruolo di Israele tra le genti. Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso viene presentato come discendente di Davide e quindi re. A differenza di un regno temporale, il “regno dei cieli” è un regno di pace e di giustizia, in cui ci si cura dei poveri, in cui vigono il perdono e la riconciliazione e che porterà vita e luce a tutte le nazioni. Si tratta di un regno che è già cominciato nel mondo e nel cuore delle persone ma che verrà realizzato completamente al ritorno di Gesù.
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Gesù annuncia che il regno è temporalmente vicino, imminente. Dalle parabole, come quella del granello di senape o del lievito che fa crescere tutta la massa, si capisce che esso opera in modi misteriosi e umili ma tenaci e nel corso del tempo. “Vicino” ha anche un senso spaziale. Quando i discepoli, che portano la presenza dello spirito di Gesù si avvicinano camminando, si avvicina il regno di Dio e allorché, nel Vangelo di Marco, Gesù dice allo scriba: «Non sei lontano dal regno di Dio»3, è probabile che intendesse dire non solo “Hai cominciato a capire”, ma anche “Non sei lontano da me”.
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
“Gratuitamente” traduce un termine che nell’originale greco significa “in dono”. Ciò evidenzia che quanto gli apostoli hanno ricevuto non è stato dato loro perché se lo meritano. La fonte è la generosità di Dio e il fatto che sono stati scelti per una missione particolare.
Scrive Chiara Lubich: «Il regno di Dio va dunque accolto. È un dono che Dio ti fa. Non c’è infatti nessuno sforzo umano, nessun tentativo ascetico, nessuno studio o ricerca intellettuale, che ti possano far entrare nel regno di Dio. È Dio stesso che ti viene incontro, che si rivela con la sua luce o ti tocca con la sua grazia. E non c’è nessun merito che tu possa vantare o su cui tu ti possa appoggiare per aver diritto ad un tale dono di Dio. Il regno ti viene offerto gratuitamente»4. In questa accoglienza siamo chiamati, anche oggi, a continuare il compito affidato da Gesù agli apostoli, di proclamare con la parola e con i fatti, la vicinanza del regno, di annunciare insieme, ad ogni essere umano un messaggio di speranza: in questo mondo così travagliato e incerto, Dio lo ama immensamente, Dio ci ama tutti immensamente.
1 Mt 10,7.
2 Gv 13, 35.
3 Mc 12,34.
4 Cfr. C. Lubich, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova, Roma 2017, pp. 152-153.