«Corsa a indignarsi: il video della flotilla di Ben-Gvir provoca un prevedibile susseguirsi di reazioni diplomatiche». Così il quotidiano israeliano Ynet titola, in posizione interna di pagina ma comunque ben visibile, a proposito del vespaio sollevato dal video postato dal ministro della Sicurezza Nazionale, in cui gli attivisti della Global Sumud flotilla – arrestati in acque internazionali e trasferiti al porto di Ashdod – vengono insultati, umiliati e sottoposti a maltrattamenti. Il giornale israeliano fa una lunga disamina delle reazioni suscitate nei media mondiali: dal francese Le Monde, che ha messo la notizia in testa alla prima pagina scrivendo «Itamar Ben-Gvir, diffondendo un video umiliante degli attivisti europei, fa luce sulle sue politiche di maltrattamento dei detenuti palestinesi»; all’italiano Corriere della Sera, che ha pubblicato un articolo dal titolo «Razzismo, armi e umiliazione: chi è Ben-Gvir, il ministro più estremista (che Bibi [Netanyahu, ndr] perdonerà di nuovo»; al Guardian e alla Bbc, che ha titolato «Ministro israeliano di estrema destra condannato per aver umiliato gli attivisti ammanettati della flotilla».
Il quotidiano Ha’aretz riferisce i fatti, citando nel titolo la frase di Ben-Gvir «Non fate caso alle loro urla» (riferito naturalmente a quelle degli attivisti); mentre il Jerusalem Post si concentra in particolare sulla reazione della Spagna, con la richiesta di rilascio dei 44 attivisti, e le parole del ministro degli Esteri Albares che ha definito il comportamento di Ben-Gvir «mostruoso, indegno e umiliante» – ricordiamo peraltro che il quotidiano spagnolo El Paìs definisce «una crisi internazionale» la situazione creatasi con la pubblicazione di quel video. Rimanendo in Europa, aggiungiamoci pure la reazione del ministero degli Esteri tedesco circolata sui quotidiani nazionali, che ha definito «indicibile» il comportamento di Ben-Gvir.
La notizia quindi è circolata in Israele; ma si direbbe che l’abbia fatto più in ragione delle reazioni del resto del mondo che della condotta di Ben-Gvir in sé, che è peraltro stata condannata anche in patria.
Assai meno eco, invece, dall’altra parte dell’Oceano; in quegli Stati Uniti dove il presidente Donald Trump assicura che Netanyahu «farà tutto quello che gli chiedo» a proposito del conflitto in Iran. Due tra i maggiori quotidiani nazionali, il New York Times e il Washington Post, così come la Cnn, dedicano titoli sostanzialmente identici – e relegati in basso nella pagina degli esteri, senza comparire in home page – al «rimprovero globale, anche da governi alleati» che il ministro israeliano Ben-Gvir si è attirato con la pubblicazione del video in cui infierisce sugli attivisti. Per il resto, la notizia è sostanzialmente assente.
