Quando acquistiamo una casa, o quando decidiamo dove affittarne una, prendiamo in considerazione diversi fattori: la dimensione, il prezzo, la zona della città in cui trova, la distanza dal luogo di lavoro o dalla scuola dei figli, i servizi che ci sono nelle vicinanze. Difficilmente, però, ci viene in mente di verificare quale sia il rischio idrogeologico della zona; e questo nonostante viviamo in un Paese come l’Italia in cui, stando ai dati Ispra, il 94% dei Comuni (ossia 7463) è a rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. Va peraltro precisato che questo 94% dei Comuni si concentra nelle zone meno abitate, dato che – sempre secondo l’Ispra – sono, per quanto riguarda il rischio alluvioni, “solo” 6,8 milioni le persone residenti in zone a rischio, su poco meno di 60 milioni di italiani; e 1,28 milioni i residenti in zone a rischio frane. Ciò non toglie che si tratta comunque di numeri tali da non poter essere ignorati.
Già, ma come facciamo a sapere se casa nostra, o quella che intendiamo acquistare o affittare, si trova in una di queste zone a rischio? Già da qualche anno è attiva la piattaforma IdroGEO, realizzata dall’Ispra; che consente di consultare e scaricare mappe e dati sui diversi indicatori di rischio idrogeologico in Italia, e anche di fare ricerche selezionando un indirizzo specifico. Nella sezione “pericolosità e rischio” è infatti possibile, cliccando sull’icona con la lente d’ingrandimento, geolocalizzarsi in automatico o inserire un indirizzo a scelta, cliccare sul punto di interesse e selezionare poi “verifica pericolosità”: comparirà così una tabella che illustra il livello di rischio per le frane (da 0 a 4) e di alluvioni (basso, medio o elevato).
I dati disponibili sono anche molti altri: ad esempio il perimetro geografico dell’area coinvolta da una potenziale inondazione, il numero di abitanti, famiglie, edifici, attività economiche e beni culturali interessati, lo storico delle frane e alluvioni registrate in una data zona, il monitoraggio delle frane stesse, la loro tipologia ed altro ancora. Il tutto presentato con mappe e grafici, così da risultare comprensibile anche ai non addetti ai lavori; e costantemente aggiornato per quanto riguarda i monitoraggi (mentre i dati generali si basano sul Rapporto Ispra 2024 sul dissesto idrogeologico in Italia, l’ultimo disponibile).
Naturalmente, rimane comunque buona norma integrare questi dati con le informazioni fornite dalle autorità locali – su tutte il proprio Comune – e dai servizi regionali – come le Autorità di bacino – e dalla locale Protezione Civile; ma la piattaforma IdroGEO costituisce comunque un buon punto di partenza, perché consente (anche eventualmente interpellando i soggetti appena citati) di capire che cosa fare nel caso in cui la propria abitazione risultasse essere in un’area a rischio. È infatti una triste litania quella ripetuta ad ogni frana o alluvione, secondo cui “se ci fosse stata maggiore consapevolezza ci sarebbero stati meno danni”: magari non possiamo scegliere di andare a vivere altrove (e magari l’area in cui casa nostra si trova non era nemmeno considerata a rischio all’epoca della costruzione), ma essere coscienti di quali siano le criticità è il prerequisito per affrontarle.
