“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”, ha reso noto la premier Giorgia Meloni a margine del Vinitaly di Verona. Così l’agenzia Ansa : «Il memorandum, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell’ambito delle forze armate, in precedenza, prevedeva un rinnovo ogni cinque anni ed era entrato in vigore il 13 aprile 2016».
Pronta la risposta della Rete italiana pace e disarmo, che ha espresso soddisfazione per l’annuncio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di sospendere il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele, formalizzato oggi dal Ministro della Difesa Crosetto con una lettera all’omologo israeliano Katz, ma chiede di fare di più.
Dal nostro punto di vista, continua la Rete « la sospensione del rinnovo automatico è un primo passo positivo, ma non basta. Chiediamo che il Governo concretizzi ulteriori decisioni verso la cancellazione definitiva del memorandum, o quantomeno verso una sua radicale ridiscussione. Va inoltre ricordato che il problema non riguarda soltanto le vendite di armamenti italiani a Israele: attraverso questo accordo l’Italia acquisisce anche tecnologie militari israeliane, risultando così legata a quel paese da un rapporto di interdipendenza nel settore della difesa che va riconsiderato nella sua interezza.
Per questo chiediamo al governo passi concreti e verificabili:
La cancellazione o la radicale rinegoziazione del memorandum, con criteri espliciti ancorati al rispetto del diritto internazionale
La revisione completa di tutti gli accordi e le interdipendenze tecnologico-militari con Israele, incluse le forniture in entrambe le direzioni
L’attivazione dell’art. 2 dell’Accordo di cooperazione economica tra Unione Europea e Israele, che prevede la sospensione dell’intesa in caso di gravi violazioni dei diritti umani: ci aspettiamo che la Presidente Meloni sostenga questa posizione al prossimo Consiglio europeo, unendosi agli Stati che lo hanno già chiesto
Il riconoscimento dello Stato di Palestina, atto di giustizia politica e giuridica non più rinviabile».
