Cosa sta succedendo? Una regione è nel caos. Si è riattivata una frana storica (una delle più estese in Europa) sulla strada che collega Petacciato a Termoli, una zona costiera del Molise. La situazione era evidentemente critica: parliamo di un fenomeno che risale ai primi del ’900, tanto che era in corso proprio da quest’anno la procedura amministrativa di consolidamento idrogeologico del valore di 40,6 milioni di euro. Finora evidentemente non erano stati attuati interventi risolutivi. Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, in un comunicato stampa ha infatti ribadito che «già nel 2021 la Regione Molise annunciava l’imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell’abitato, con un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto. Tuttavia, come evidenziano anche le statistiche della Corte dei Conti, mediamente servono 5 anni dalla progettazione alla completa realizzazione delle opere necessarie. Nel caso di Petacciato, il bando per l’affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi ben più tempestivi».
È proprio il caso di dire che piove sempre sul bagnato. Non più tardi di una settimana fa infatti forti nevicate hanno colpito la provincia di Isernia in alto Molise, mentre le forti e lunghe precipitazioni hanno causato l’esondazione del Trigno al confine con l’Abruzzo, per cui è crollato un ponte – tra l’altro da poco ristrutturato dall’Anas e per cui è stata aperta un’inchiesta – e ancora è in corso la ricerca di un 53enne disperso che vi transitava in auto. La seconda auto sul viadotto è invece riuscita a salvarsi.
Come mi hanno confermato gli operatori contattando il Comando di Campobasso, il lavoro dei Vigili del fuoco quindi era già concentrato su questa emergenza – tra smottamenti e allagamenti varie persone sono state tratte in salvo – e procede senza sosta ora sul fronte della frana, grazie anche all’ausilio di altre squadre dalle regioni limitrofe, con mezzi anfibi e nuclei di soccorritori acquatici.
Oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini incontrerà i soggetti istituzionali interessati alle conseguenze del maltempo in Molise, il presidente della Regione Roberti, l’assessore Marone, il direttore regionale della Protezione civile Tocci.
Al momento la circolazione rimane sospesa fra Termoli e Montenero di Bisaccia – si deve uscire dall’autostrada a Vasto sud e rientrare dopo Termoli – e anche le corse dei treni subiscono forti limitazioni. Per non parlare del traffico che sta bloccando le principali arterie. Per le scuole si sono prolungate le vacanze di Pasqua, ma domani per fortuna riapriranno.
Dispiace sempre che certi luoghi salgano agli onori della cronaca solo per cause tristi e problematiche: la mia regione d’origine ha un rovescio della medaglia noto solo a pochi, perché la sua bellezza è ancora selvaggia e tutta da scoprire. E non solo per turisti. Proprio pochi giorni fa Campobasso è risultata in cima a una classifica europea per qualità urbana e salute tra i comuni sotto i 50 mila abitanti, secondo l’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal).
Il Molise non esiste resiste, come recita la frase su un murales divenuto famoso a Civitacampomarano, che consiglio di visitare a fine giugno, quando aprirà la galleria d’arte del Cvtà Street Fest. Ma questa è tutta un’altra storia…
