Quando ero piccola, non capivo perché le galline fossero particolarmente prolifiche a Pasqua. Spesso il rigido inverno metteva a dura prova i campi, e il cibo scarseggiava; non c’era casa di campagna che non avesse delle galline. Ma si doveva aspettare il bel tempo per avere delle uova. Aspettare che il cielo, anche nelle nuvole che passavano con il maestralino e con il salmastro nell’aria (entrato il 21 febbraio, il giorno in cui nasce la primavera in mare) schiarisse, e che, come un miracolo, la Natura regalasse quel tepore che tanto aiutava le galline. La primavera arrivava e con essa finalmente le galline lasciavano uova abbondanti.
Col tempo, ho scoperto che quanto è scritto nella Natura è sempre confermato dalla scienza: le uova per nascere hanno bisogno di temperature più tiepide, di una luce che si fa via via più forte[1]. D’inverno, con il freddo le galline producono poco: cambiano le piume (muta) e si riposano. Ma con il tepore crescente, la vita rinasce a nuova vita.
Due sono i motivi principali per cui le uova sono simbolo di forza e di vita: per il loro ruolo salutare nell’alimentazione e per il significato simbolico che si portano dietro.
La motivazione salutistica delle uova è chiara a tutti: un alimento pieno di vitamine e proteine, molto versatile in cucina (sia per piatti salati o dolci); bevuti freschi, direttamente da un forellino fatto nel guscio, al mattino sono particolarmente efficaci per molte malattie (come la carenza di ferro o vitamina B). Amate e stimate molto più della carne di maiale, per esempio, o di certi cibi soltanto “stagionali”, le uova hanno le loro proprietà benefiche in tutti i momenti dell’anno.
Meno evidente a tutti, anche se conosciuto come fenomeno, è la sua importanza in ambito antropologico e religioso. Non è difficile capire che le uova siano simbolo di nascita e rinascita: da una cosa che sembra morta, nasce una nuova vita. E’ interessante scoprire che esse sono portatrici di questo significato da tempi lunghissimi: le prime tracce di un uovo risalgono a milioni di anni, provenienti all’Asia[2]. Per avere qualcosa di simile alla nostra gallina, però, bisogna arrivare a 50 milioni di anni fa, quando da un embrione contenuto in un uovo, e frutto di una nuova combinazione di geni, nasce il primo animale simile a quello attuale[3].

La fenice esce dall’uovo (wikimedia.org)
Da allora e in tutta l’antichità l’uovo fu oggetto di culto[4]. Anzi in quasi tutte le civiltà antiche, l’uovo è simbolo dell’universo: in esso era contenuto il liquido che rappresenta l’acqua e il solido che rappresenta la terra, spesso, infatti, è chiamato uovo cosmologico[5] (fig 2), ed è molto attestato nelle antiche civiltà Indù. Passato poi attraverso i mari e i continenti, le tracce dell’uovo sono diffuse in tutto il mondo. Più vicino a noi ne confermano la presenza gli Egiziani e i Persiani che forniscono numerose attestazioni sull’uovo offerto come dono, e sempre nella stagione primaverile. Anzi, una volta nato il cristianesimo, furono proprio i cristiani della Persia a offrire l’uovo come testimonianza di Dio, perché oltre al bianco della purezza, contiene anche il rosso, del sangue e della passione. Unito al sangue, che si lega alla morte, ma anche alla nascita del feto, l’uovo è sempre simbolo di gioia, proprio perché è nascita, di speranza, di amore. Nella mitologia greca si coglie questo aspetto in molti miti, per es. il mito di Leda, che, trasformata in cigno, sedotta da Zeus, depose due uova da cui sarebbero nati Castore e Polluce, i gemelli preferiti dal dio.
In tutte queste attestazioni l’uovo è legato alla nascita, ed è un auspicio per la “vita”.
Ma quand’è nato l’uovo commercialmente detto “pasquale” come lo intendiamo noi? Per trovare un momento di nascita dell’uovo decorato, sempre più prezioso e ricco, bisogna entrare nelle tavole e nei banchetti dei re e dei sovrani medievali. In Germania, inizialmente le uova venivano regalate bollite e avvolte in foglie e fiori, così da colorarsi naturalmente, ma tra i nobili e gli aristocratici, per distinguersi dall’uso delle semplici uova bollite, si diffuse l’abitudine di fabbricarne di molto più preziose: in argento, platino o oro. Un documento ci porta al re d’Inghilterra Edoardo I, che commissionò, nel 1290 la creazione di circa 450 uova con colori vivaci e rivestite d’oro, pensate come regali nelle corti reali europee di quel periodo.
Qualche secolo più tardi, fu un giovane Enrico VIII a vedersi regalare dal papa, prima dello scisma, un prezioso uovo d’oro, costellato di pietre preziose e fatto recapitare a Londra in un astuccio d’argento cesellato.

Uovo dello zarevic (wikipedia)
Nel corso del XIX secolo l’uovo di Pasqua cambia volto. Con la crescita della borghesia, e la nascita dei negozi, si cominciano a proporre versioni più piccole di quelle uova-gioiello che, fino a qualche secolo prima, solo i sovrani potevano permettersi. È in questo momento che compaiono le prime uova di cioccolato vere e proprie. Sappiamo che all’inizio del 1700 il re Sole, Luigi XIV, ordinò al suo maître chocolatier di creare un uovo di cioccolato, probabilmente pieno, durante il periodo pasquale. Un secolo dopo Peter Carl Fabergé, orafo dello Zar nel 1887, fabbricò dei gioielli a forma di uovo (vedi foto), vuoti dentro per contenere un dono: è l’inizio dell’”uovo con sorpresa”, come lo intendiamo noi[6]. E così, la festa pasquale conquistò un altro “podio”: anch’essa divenne festa per bambini, allineandosi ad Halloween e al Natale.
In conclusione l’uovo è tra i primi organismi unicellulari comparsi sulla Terra, e ancor prima delle galline, ed è uno degli alimenti più arcaici e versatili esistenti in natura. Sin dalla notte dei tempi, considerato archetipo di fertilità e rinascita, in molte cosmogonie rappresenta l’elemento organico da cui prende origine l’universo. L’uovo abbraccia tutte le religioni, ma è centrale nel cristianesimo, simbolo della Resurrezione di Cristo nell’evento pasquale, esprime la vittoria della vita sulla morte. Durante la quaresima, la tradizione religiosa invita al digiuno e all’astinenza, e le uova vanno conservate e poi donate nel giorno della Pasqua.
Certo, in quest’articolo non abbiamo risposto al paradosso che si chiede se sia nato prima l’uovo o la gallina! A dire il vero, anche volendo spulciare gli studi scientifici, sembrerebbe che dovessimo pensare che il primato ce l’ha l’uovo[7]…da cui è nata la gallina…che però ha fatto l’uovo. Come risolvere questo dubbio amletico? Forse come i buongustai: “l’uovo, basta sia ben sodo[8]” o come Dante Alighieri[9], che secondo molti aneddoti, aveva l’uovo con il sale come cibo preferito. O… come Harry Potter, che dice: “Il vostro obiettivo è semplice: raccogliere l’uovo. Dovete fare questo perché ogni uovo contiene un indizio senza il quale non potete sperare di passare alla prova successiva[10]“?
[1] Le galline necessitano di circa 12-14 ore di luce al giorno per stimolare la ghiandola pituitaria, che avvia la produzione di uova.
[2]https://www.nationalgeographic.it/, Due uova di dinosauro fossili provenienti dalla Cina, di circa 70-85 milioni di anni fa
[3] https://www.ilpost.it/2016/09/28/
[4] https://www.elledecor.com/it/lifestyle
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_cosmico
[6]https://www.faberge.com/it/pages/the-imperial-eggs?srsltid=AfmBOopZpppgQzy2B5fpvwPVpXVUNmEqCJGt4bn5EskS82X8krrVD74r
[7] La scienza conferma che la mutazione genetica è avvenuta all’interno dell’uovo, rendendo l’uovo stesso il punto di partenza, come si spiega in https://www.youtube.com/shorts/ezBToQxJuuE?feature=share
[8] Ugo Tognazzi nel film cult “Amici miei” (1975), diretto da Mario Monicelli
[9] https://www.lacucinaitaliana.it/news/eventi/luovo-di-dante-la-ricetta-del-trecento/
[10] Harry Potter e il calice di fuoco
