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Italia > Storie di imprese

Dalla Sicilia a New York con il microcredito

di Filippa Dolce

- Fonte: Città Nuova

Storia di una giovane stilista siciliana che ha potuto coltivare il suo talento fino ad esporre nella grande città statunitense grazie al sistema del credito accessibile per nuove imprese spesso senza accesso al mondo delle banche

Nell’ottobre del 2016 la New York International Bridal Week  ha visto sfilare anche 8 abiti di Flavia Pinello Haute Couture , unica stilista siciliana selezionata per rappresentare il made in Italy nella città americana, davanti a buyers resellers, brokers e agenti provenienti da tutto il mondo. Oggi Flavia ha clienti in ogni continente, è richiesta da grandi aziende internazionali come designer, e nel suo futuro c’è il cinema.

 

Flavia ha 32 anni. La prima volta che l’ho incontrata è stato nella primavera del 2015, facevo una ricerca sul microcredito e lei era in attesa dell’approvazione del suo progetto per potervi accedere.

La sua storia comincia qualche anno prima, «a casa mia si è sempre cucito a mano, mia nonna lavorava per le sorelle Fontana come sarta» mi racconta «e mia madre, che non ha fatto la sarta, perché stranamente si salta sempre una generazione, vedendo che il mio interesse man mano che crescevo cresceva con me, mi comprò uno stand in una fiera di paese, dove  vendevo i capi casual che disegnavo e realizzavo da sola».

 

Ma è grazie al fatto che la fiera non andasse affatto bene che Flavia decide, assieme ai suoi colleghi espositori, di realizzare una sfilata a San Nicola L’Arena (piccola frazione in provincia di Palermo) «una cosa molto alla buona, una sfilata fatta in casa» la definisce. La sfilata nel suo piccolo riesce bene, ma soprattutto è in quel momento che Flavia scopre la sua direzione e fa la sua scelta.

È  il 2010 Flavia lascia gli studi di economia all’università per approfondire quelli di stilista fashion, design, taglio e confezione, e dopo i tre anni necessari alla sua formazione apre una piccola attività.

«Era il 2013 ho cercato di impiantare una attività ma con l’aiuto dei miei, perché le banche non ti fanno credito se non hai già soldi di tuo, ho preso un piccolissimo locale di 28 mt quadrati dove disegnavo, confezionavo e vendevo, facevo tutto insomma, fortunatamente gli abiti piacevano e qualche cliente mi si è affidata quasi da subito. A quel punto avrei voluto ampliare il locale, ma non potevo più chiedere ai miei genitori, e l’atteggiamento delle banche era ancora lo stesso. In quel periodo peregrinando da una banca all’altra alla ricerca di una possibilità, in una di queste, scopro il microcredito».

Una opportunità data ai giovani imprenditori, anche senza credenziali, previa presentazione di un progetto e di un business plan alla Banca Etica per istruire una pratica che verrà seguita dalla Mecc (Micro credito per l’Economia Civile e di Comunione).

Flavia accede così a 25.000 euro che dovrà restituire in 5 anni. «Così ho ampliato il locale, nel primo periodo mi hanno seguita nella progettazione dandomi consigli su come amministrare la cifra, da allora anche la clientela è aumentata e si è definita, ora realizzo abiti di alto gala, cerimonia e sposa».

Flavia ora ha una sua azienda che impiega altre sarte e collaboratori, dove gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti vanno a fare tirocinio e ai quali consiglia di “partire dall’ago” senza voler fare subito ed esclusivamente il designer o lo stilista: «non si può progettare né spiegare alle sarte come lavorare  se non sai farlo tu  in prima persona».

 

Flavia alla fine del 2016 è volata negli Usa alla New York International Bridal Week, grazie a un bando di selezione  rivolto alle regioni del Sud Italia, finalizzato  all’esportazione di prodotti made in Italy di lusso, sposa e cerimonia.

«I primi anni sono stati difficilissimi, pianti, notti insonni, non sapevo come pagare le bollette, ma ho tirato avanti e ce l’ho fatta. Nessuno mi ha regalato niente, certo la mia regione dovrebbe investire di più sulla moda e sul mio settore, ma io ce l’ho fatta comunque, restando qui, nella mia terra, grazie alla tenacia e alla forza di chi mi è stato accanto e mi ha motivata ogni giorno».

 

 

 

 

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