6000 recuperati, di cui 9 morti

Queste le cifre della sola giornata di ieri, in cui si celebravano le vittime delle migrazioni attraverso il Mediterraneo. Mentre l’Europa brancola nel buio. L'umano non può scomparire dal politico
Mediterraneo © Michele Zanzucchi 2007

Ieri si è celebrato idealmente il funerale più imponente di questo secolo, 11.400 salme, in gran parte mai recuperate dal mare, quello che dovrebbe essere il Mare Nostrum. Tante sono le vittime delle migrazioni dal 2013 a oggi, una stima probabilmente al di sotto della realtà –. Tanti sono i migranti – poco importa che siano rifugiati dalle guerre o rifugiati dalle miserie – che sono annegati o morti di stenti nelle traversate della speranza che li hanno portati sulle coste greche o su quelle italiane. Cifre impressionanti, cifre che non possono silenziare le nostre coscienze.

 

E proprio ieri si è raggiunto un picco notevole nei salvataggi in mare, circa 6000 persone, di cui 9 sono giunti morti. Continua l’incredibile opera di dedizione e di generosità dei tanti soldati e dei tanti operatori impegnati nella grande opera di salvataggio nel Mediterraneo sotto la bandiera dell’Unione europea.

 

In un incontro pubblico, la presentazione di un libro di Giulio Albanese, la senatrice Anna Finocchiaro ha raccontato le sue convesazioni con un militare che era passato dal servizio al Senato al servizio sulle coste. L’aveva incontrato mesi dopo, e con sua sorpresa aveva capito che la sua opinione, da estremamente contraria all’accoglienza di migranti in Europa, era diventata diametralmente opposta. Come mai? «Quando mi hanno messo nelle braccia un bimbo africano di 18 giorni salvato dalle acque ho capito tutto», s’è giustificato il militare.

 

La politica deve regolare i flussi, è chiaro. La politica europea deve trovare la soluzione alla ripartizione in tutta l’Unione di chi arriva in Italia e Grecia (si stima che attualmente siano circa 160 mila i migranti “in transito”). La politica non deve ragionare “freddamente”. Ma una vera democrazia non può mai dimenticare i più poveri, i più derelitti, i più sofferenti, altrimenti perde la sua anima e la sua stessa natura. Non può dimenticare il piccolo africano di 18 giorni. Che potrebbe diventare un europeo coi fiocchi.

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