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Ambiente > Ambiente

Un progetto per ripiantare gli alberi sulle Dolomiti

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

Una startup produce casse per amplificare i suoni degli smartphone con il legno delle foreste abbattute nel 2018. Un oggetto unico e solidale, che aiuterà gli artigiani locali colpiti dalla tempesta e farà rinverdire i boschi.

Tutto inizia nella notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2018: la tempesta Vaia spazza via intere foreste delle Dolomiti. L’Italia del Nord Est sperimenta sul proprio territorio le conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici, con la caduta (secondo le stime) di 43 milioni di alberi.

A distanza di 15 mesi da quel drammatico evento tanti alberi abbattuti sono stati utilizzati come legna da ardere. Ma l’industria del legno delle regioni interessate ha subito un collasso del prezzo del legname dovuto alla saturazione del mercato.

Cosa fare quindi con tutto il legno in eccesso? Se lo sono chiesto i ragazzi di Vaia, una startup nata a pochi mesi da quell’evento. Un unico obiettivo: dalla distruzione, creare bellezza.

La mission di Vaia è di dare nuova vita al legno del Triveneto realizzando oggetti utili sia all’uomo che alla natura, implementando un modello di business attento non solo ai bisogni delle persone, ma che metta al centro l’ambiente e il territorio. Il progetto quindi vuole recuperare gli alberi sradicati dalla tempesta trasformandoli in prodotti finiti.

Cosa realizzare? Molti tronchi erano stati squarciati dalla violenza del vento, pertanto non si potevano costruire oggetti complessi e di grandi dimensioni. Da qui ha origine il concept di Vaia: un cubo dalla forma regolare, semplice ma elegante, piccolo ma con un grande valore ambientale basato sull’economia circolare.

Il cubo permette di amplificare musica e suoni inserendo al suo interno il proprio smartphone. Una cassa acustica passiva che amplifica suoni e musica senza bisogno di consumare ulteriore energia.

«Ogni cubo ha una spaccatura unica realizzata da un boscaiolo locale – spiega Federico Stafani, originario della Valsugana e tra i fondatori di Vaia -. Noi scegliamo dove farla, ma è il legno che sceglierà come spaccarsi». Ogni oggetto realizzato quindi è unico nel suo genere. Inoltre il legno usato è di tipo massello, un pregiato tipo di abete rosso usato per costruire i violini, perfetto per conferire notevole pregio e qualità a Vaia e restituire un suono di alta qualità.

Ma i ragazzi di Vaia non intendono fermarsi qui perché nel loro mandato c’è la piantumazione degli alberi in zona. Ciascun prodotto venduto quindi corrisponderà ad un albero che Vaia pianterà per dare nuova vita a boschi e foreste.

Riproduzione riservata ©

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