Il numero 5 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, si immerge con passione nel mondo delle nuove generazioni, esplorando le strade attraverso cui oggi è possibile incontrare Cristo insieme ai giovani. Non si tratta di una riflessione teorica, ma di un invito urgente a mettersi in cammino con loro, riconoscendo nelle loro domande di senso un terreno sacro per l’evangelizzazione. L’editoriale di questo fascicolo, intitolato “Un patto educativo globale”, sottolinea come la sfida educativa non sia un compito isolato, ma richieda una sinergia profonda tra tutte le componenti della società. È un appello a ricostruire quel villaggio dell’educazione capace di sostenere la crescita integrale della persona, mettendo al centro la relazione e la capacità di generare futuro attraverso la fraternità.
In questo contesto di ascolto e ricerca, il pensiero di Chiara Lubich risplende con l’articolo “Un desiderio infinito”, in cui emerge con forza l’idea che nel cuore di ogni giovane abiti una sete di assoluto che attende solo di essere intercettata. Per Chiara Lubich, la chiave per aprire le porte dei cuori è la condivisione di un ideale grande, capace di trasformare la vita in un’avventura di unità. Questa prospettiva si sposa perfettamente con l’invito di papa Francesco a sognare una Chiesa dalle porte aperte, dove i giovani non siano semplici destinatari di programmi pastorali, ma protagonisti attivi di una conversione missionaria che sappia parlare i linguaggi della contemporaneità, inclusi quelli complessi dell’epoca di Youtube.
All’interno di Ekklesía n. 5, diversi autori offrono chiavi di lettura concrete per abitare questo tempo. Michele Falabretti ci ricorda che l’urgenza principale è quella di testimoniare la vita buona del Vangelo attraverso gesti credibili, mentre Alessandra Smerilli apre una finestra sulla cultura del dono e dell’economia civile come spazi in cui i giovani possono esprimere la loro creatività. Il fascicolo approfondisce anche l’importanza dell’accompagnamento e del discernimento vocazionale: figure come Michele Borghi ed Andrea Monda ci mostrano come l’insegnamento e la guida spirituale siano prima di tutto un esercizio di ascolto profondo, capace di far fiorire l’originalità di ciascuno all’interno di una comunità che accoglie.
Il viaggio di questo numero prosegue toccando esperienze di frontiera, dalle missioni giovanili raccontate da Carmine Marrone fino alle radici del cristianesimo in Anatolia esplorate da Klaus Wyrwoll. È un percorso che attraversa l’Europa e arriva fino al fermento ecumenico di Palermo, dimostrando che quando i carismi si mettono al servizio l’uno dell’altro, nasce una rete viva capace di contrastare la solitudine. Ekklesía n. 5 ci consegna l’immagine di una Chiesa che non ha paura di mettersi in gioco, consapevole che l’incontro con l’Altro passa sempre attraverso la concretezza del quotidiano e la gioia di un cammino condiviso, dove la sfida educativa diventa la via maestra per rinnovare la speranza nel mondo di oggi.
Buona lettura!