Vitematta, la cantina sociale di Casal di Principe

Nata nel 2009 sotto il controllo della Cooperativa Sociale Eureka Onlus e grazie all’affidamento di due terreni confiscati alla camorra, la cantina Vitematta dà lavoro a ragazzi con disabilità psico-fisiche, produce vino tipico dell’Agro Aversano e coltiva frutta e verdura venduta a Km Zero

 

L’esperienza inizia nel 2005 con la nascita della Cooperativa Sociale Eureka Onlus. L’obiettivo dei soci e dei volontari è principalmente uno: accompagnare persone con disabilità psico-fisiche nell’inserimento sociale e lavorativo del territorio. «Ci siamo accorti – racconta Vincenzo Letizia, responsabile dell’area agricola – che per questi ragazzi lavorare la terra era come una medicina». Così, quando nel 2009 la cooperativa riceve in comodato d’uso due terreni confiscati alla camorra sul territorio di Casal di Principe, nasce l’idea di creare un Centro di agricoltura sociale nominato “Antonio di Bona”, in ricordo di un agricoltore vittima innocente di camorra.

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Inizialmente i terreni, per la maggior parte ricoperti da viti, vengono utilizzati per produrre frutta da rivendere a Km Zero: dalle mele alle albicocche, pesche e prugne ma principalmente uva da vino. «Inizialmente – continua Vincenzo – vendevamo l’uva alle cantine locali ma il ricavato era troppo basso e non bastava neanche a coprire i costi di produzione, così abbiamo deciso di portare il processo di vinificazione direttamente in casa», nasce così la cantina “Vitematta”.

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L’uva lavorata è quella degli 11 ettari di terreno situati nel cuore di Casal di Principe e gestiti dall’azienda mentre altra ne viene comprata dai piccoli produttori locali: «Vogliamo aiutare anche le piccole aziende locali – sottolinea Vincenzo − pagando l’uva al giusto prezzo e combattendo in questo modo e nel nostro piccolo il caporalato ancora troppo diffuso nel territorio». A lavorare il terreno, insieme ad esperti e volontari ci sono i ragazzi con disabilità che si occupano della lavorazione dei terreni da frutta, ma quando c’è bisogno passano anche in cantina dove si lavora l’uva.

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Fin dall’inizio le difficoltà non sono mancate, il territorio dove nasce la cantina non è semplice e più volte la cooperativa ha subito minacce e danni ma i soci non si sono arresi: «Sapevamo che avremmo avuto delle difficoltà ma noi da qui non ce ne andiamo», il coraggio e la dedizione hanno ripagato, tanto che l’enologo Luca Maroni ha definito il Vino Asprino della cantina “Vitematta” il più buono degli ultimi decenni.

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