Vaccini , Opportunità o business?

Già dai primissimi giorni di vita un neonato, in Italia e nel mondo, viene vaccinato. Nei diversi Paesi calendari e storia delle vaccinazioni sono differenti, essendo diverso il quadro delle priorità socio-economiche e le sensibilità e gli orientamenti della classe politica. In Italia, nella seconda metà del secolo, si è iniziato a vaccinare puntando a combattere gravi malattie (difterite, tetano, poliomielite), con le vaccinazioni obbligatorie per tutti al fine di garantire la copertura dell’intera popolazione il più in fretta possibile. Nell’ ultimo decennio la realtà è mutata.Oggi osserviamo il fenomeno di un considerevole ampliamento dell’offerta, con vaccini proposti non come obbligatori ma raccomandati, in qualche caso con oneri di spesa parzialmente o totalmente a carico della famiglia. Il calendario vaccinale e divenuto sempre più ricco di appuntamenti, tanto che appare difficile anche per il genitore più accorto rispettare le date e non avere dubbi e perplessità. Tanti vaccini sono realmente indispensabili o questa estensione di vaccinazioni è, almeno in parte, il frutto di pressioni da parte delle aziende farmaceutiche? Non faranno male? Non ridurranno le difese immunitarie dell’organismo? Queste e molte altre domande sono nella mente di molti genitori, ma le risposte sono spesso complesse… La fonte dell’informazione è poi l’elemento critico: l’argomento è così delicato e coinvolgente che non ci si può accontentare di fare un giro su Internet; vi è bisogno di essere certi dell’autorevolezza e dell’indipendenza di coloro che ci parlano. Appare pertanto normale che una delle associazioni scientifiche dei pediatri, la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip), che ha come scopo scientifico proprio l’approfondimento degli argomenti connessi alla vaccinazioni, e che annovera nel proprio direttivo alcuni dei più autorevoli pediatri italiani, abbia avuto l’idea di rispondere alle più frequenti domande, raccogliendole in un libretto intitolato Conoscere i vaccini. (www.siaip.it/atom/atom/allegato/ 394.pdf). Perché un documento sulle vaccinazioni? Perché conoscere i processi elementari che condizionano il funzionamento di un vaccino, i benefici che esso conferisce, ed i piccoli rischi che può comportare, permette ai genitori di scegliere consapevolmente . Posizione, questa, condivisa anche dal movimento Famiglie Nuove, coinvolto insieme ad altri nell’elaborazione del libretto. Chi legge da qualche tempo questa rivista avrà avuto modo di osservare, nella rubrica Domande al pediatra, che spesso abbiamo parlato di vaccinazioni; ma lo spazio limitato non ci ha permesso di dare soddisfazione ai tanti interrogativi sul tema. Nel libretto Conoscere i vaccini ho quindi, con soddisfazione, notato che si è focalizzata l’attenzione proprio sulle domande più imbarazzanti, grazie a risposte scritte con linguaggio chiaro e sintetico, da cui si comprende l’utilità del lavoro di équipe tra esperti e famiglie. Ne parliamo col dott. Alberto Tozzi, epidemiologo del Bambin Gesù di Roma, esperto internazio- nale nel campo delle vaccinazioni e coordinatore della commissione Siaip per le vaccinazioni. Dott. Tozzi, è soddisfatto del libretto Conoscere i vaccini prodotto dalla commissione da lei presieduta? Sono molto soddisfatto. Sono state distribuite ben 120 mila copie del nostro documento attraverso una rivista dedicata alle mamme venduta in edicola. Un’altra caratteristica del documento è che alla preparazione di esso ha attivamente partecipato un rappresentante delle famiglie italiane, una cosa che non succede praticamente mai. La mia personale interpretazione è che è necessario riunire tutte le risorse disponibili per fare in modo che informazioni corrette e facilmente comprensibili circolino il più possibile. La commissione della Siaip adotta per ottenere questo obiettivo una formula non comune: riunisce le competenze tecniche dei maggiori esperti nel campo delle vaccinazioni in Italia, la voce delle famiglie, ma anche i rappresentanti di tutte le aziende che in Italia producono vaccini per l’infanzia. Si tratta di un libretto realizzato grazie al sostegno economico di aziende produttrici di vaccino. Non vi è il rischio di un conflitto d’interessi? Proprio per evitare questo rischio tutte le aziende partecipano a uguale titolo ai lavori della commissione e contribuiscono equamente alle spese che riguardano le attività della commissione stessa. Il ministero della Salute avrebbe impiegato molto più tempo per produrre e distribuire un documento simile. Il nostro è stato comunque reso disponibile al Dipartimento di Prevenzione del ministero della Salute ed è a disposizione di chiunque voglia farne oggetto di distribuzione allargata. Abbiamo chiesto inoltre al Ministero di curare la traduzione del libretto in lingue straniere poco diffuse, in modo da garantire che l’informazione circoli anche dove non arriva mai. Possiamo pensare che i vaccini non gratuiti siano meno importanti? Abbiamo impiegato molto tempo per cercare di superare il concetto che esistano vaccini di serie A e di serie B. Nonostante la spesa pubblica per le vaccinazioni sia piccolissima in confronto ad altre spese per la salute, chi si occupa di bilancio si trova spesso in crisi anche per spese non grandissime. I vaccini di recente introduzione sono spesso prodotti sofisticati nei quali le aziende investono molte risorse e che hanno un prezzo al pubblico elevato.Molti amministratori cercano di trovare un compromesso a questa difficoltà chiedendo un contributo alla famiglia. Uno dei temi in discussione in seno alla commissione nazionale vaccini è quello di cercare di inserire la maggior parte dei vaccini possibile tra quelli previsti dai Livelli essenziali di assistenza. Questa regola implica che le singole regioni dovranno adeguarsi ad un’offerta attiva comune. Ci auguriamo che la redazione del nuovo Piano nazionale vaccini 2008-2010 contribuisca a ridurre le diseguaglianze regionali nell’offerta delle vaccinazioni.

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