Un museo per tutti

Presentato alla  Biennale di Venezia, in corso in questi giorni, l’allestimento  per i non vedenti del più vasto progetto sull’accessibilità alle persone con disabilità intellettiva

Permettere la fruizione degli spazi museali alle persone con disabilità intellettiva. Si parla anche di questo alla 57a Biennale di Venezia con uno degli allestimenti per non vedenti del progetto “Museo per tutti” dal titolo “Catalonia in Venice 2017_La Venezia che non si vede” di Antoni Abad. Ideato dall’associazione “Abilità onlus” e finanziato dalla fondazione De Agostini, “Museo per tutti” vuole costituire percorsi museali  e strumenti specifici per rendere il patrimonio culturale godibile in modo universale anche alle persone con disabilità.

Hanno aderito al progetto il Museo Archeologico di Cremona, il Museo delle Culture del Mondo – Castello d’Albertis di Genova e La Venaria Reale di Torino. Il gruppo di lavoro di Abilità onlus con competenze sui beni culturali e accessibilità museale ha affiancato gli addetti dei vari musei. Nel progetto sono inclusi anche dei beni FAI (Fondo ambiantale italiano). In cantiere sono le candidature della Galleria Nazionale di Roma e il Museo degli Innocenti di  Firenze.

Il progetto “Museo per tutti” intende fornire dei percorsi educativi permanenti nei musei e modelli riproducibili anche in altri luoghi della cultura. Nel contesto museale la disabilità intellettiva è ancora poco esplorata. Con “Museo per tutti”  si vuole contribuire alla crescita e allo sviluppo della persona attraverso la fruizione della produzione artistica e storica dell’uomo.

All’installazione “Catalonia in Venice 2017_La Venezia che non si vede”, esposta ai Cantieri Navali, “Museo per tutti” è stato coinvolto per rendere accessibile alle persone con disabilità intellettiva. In un booklet con linguaggio facilitato, fatto di immagini e simboli, verranno resi fruibili i temi principali della Biennale e dell’installazione. La mappatura verrà indicata su appositi tablet.

L’installazione permette un’esperienza sensoriale del capoluogo veneto in collaborazione con persone non vedenti o ipovedenti. Il diverso utilizzo dei sensi fa in modo che si possa delirare una nuova mappa che condivida esperienze e difficoltà della vita quotidiana e mostrando gli aspetti urbani meno evidenti.

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