Un Erasmus per la fede

Federica Mogherini ha lanciato il progetto “Scambio globale sulla religione nella società”, che mira a far confrontare quanti lavorano nell’ambito dell’inclusione sociale e della fede.

«Una sorta di Erasmus per attori e attivisti della società civile che lavorano sulla fede e l’inclusione sociale»: è questo lo scopo del programma lanciato da Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza (a fine mandato). Nell’ambito del progetto “Scambio globale sulla religione nella società”, il programma dovrebbe essere operativo all’inizio del 2020 con fondi del bilancio Ue al fine di creare spazi e momenti di confronto fra persone ed enti che si impegnano per l’inclusione sociale e le religioni nell’Unione europea (Ue) ed oltre.

Secondo i dati diffusi dal Pew Reserach Center, circa l’84% della popolazione mondiale dichiara di professare una fede, mentre la religione è un fattore che contribuisce alla definizione dei grandi temi e delle problematiche odierne, come la pace, il terrorismo, l’integrazione, la salvaguardia del creato, la giustizia, la libertà nelle varie declinazioni.

Riferendosi ai problemi che l’Europa e il mondo hanno di fronte, Mogherini ritiene che «la religione deve essere parte della soluzione. Ma soprattutto, in tanti posti nel mondo la religione è già parte della soluzione. In tutti i continenti ci sono persone di fede che hanno scelto la strada del rispetto e della convivenza. Non nonostante la loro fede, ma a causa della loro fede».

Per questo, l’Ue intende sostenere le persone e le organizzazioni che si impegnano affinché la religione diventi strumento e contributo per una migliore coesione sociale. Infatti, il ruolo delle istituzioni europee non è insegnare come fare ciò che molti stanno già facendo in modo così sorprendente, ma investire nelle persone che lavorano nel campo e aiutarle a far sentire la propria voce, mostrando la strada a quanti condividono la stessa passione, le stesse idee, gli stessi valori, le stesse esperienze.

L’istituzione di questo nuovo programma di scambio mira a connettere e potenziare le persone che non per forza condividono le stesse sfide in diversi paesi, ma magari lo stesso approccio alle soluzioni a tali sfide. Queste persone rappresentano una «maggioranza silenziosa» che «in tutto il mondo lavora quotidianamente per migliorare le cose». È dunque importante condividere idee su come risolvere i problemi che emergono nelle varie società e le sfide dell’Ue nelle quali anche le religioni giocano un ruolo fondamentale e, in questo solco, si colloca il dialogo tra le istituzioni europee e i rappresentanti delle maggiori religioni presenti nell’Ue.

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