Ucraina, un comico in testa

I risultati delle elezioni presidenziali lanciano Zelensky in testa sull’ex presidente Poroshenko. Esclusa la Tymoshenko. Ballottaggio il prossimo 21 aprile
AP Photo/Sergei Grits

Dopo i primi resultati delle elezioni presidenziali in Ucraina, il comico Volodimir Zelensky è chiaramente in testa. Come ha annunciato ieri la commissione elettorale, il 41enne attore è arrivato primo dopo il turno preliminare con il 30,2% dei voti, seguito dall’ex presidente Petro Poroshenko con il 15,91%. Si ritroveranno l’uno contro l’altro il 21 aprile, nel ballottaggio.

Il risultato conferma le previsioni dei sondaggi elettorali, che più o meno attribuivano a Zelensky quanto ottenuto alle urne. L’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, sempre secondo la commissione elettorale, arriva al terzo posto con il 13,39%. Tymoshenko ha messo in dubbio il risultato parlando di manipolazioni.

Zelensky era già il favorito. Il 41enne, particolarmente popolare tra i giovani elettori, interpreta nella serie televisiva sulla politica Servant of the people un insegnante che inaspettatamente diventa presidente. I critici lo accusano che, anche nella vita reale, gli manchi l’esperienza politica reale.

Il voto è stato considerato un ottimo test dell’umore della popolazione dopo le proteste europeiste di Maidan, la Piazza dell’Indipendenza a Kiev, svoltesi cinque anni fa. La rivolta, in cui morirono oltre 100 persone, aveva portato nel 2014 al cambio di potere.

A quel tempo, il ricchissimo uomo d’affari Poroshenko vinse dopo la caduta del presidente Viktor Yanukovych nel primo scrutinio con circa il 55% dei voti. Molte persone oggi accusano Poroshenko di non porre fine alla guerra con la Russia e di aggravare la povertà con la sua politica.

Il comico Zelensky era in questi giorni di buon umore. «Siamo un Paese democratico. Più candidati ci sono e meglio è. Ciò significa più democrazia», aveva affermato. Aggiungendo: «Oggi inizia una nuova vita senza corruzione e senza tangenti». L’ex attore punta sul diffuso disgusto degli ucraini per i politici tradizionali, quasi tutti coinvolti in scandali e nel sentire popolare traditori delle promesse di combattere la corruzione diffusa nel Paese.

«Una dura lezione», l’ha definita Petro Poroshenko commentando il suo secondo posto. Che rilancia: «Vorrei fare appello alle giovani generazioni, che hanno meno di 30 anni: capisco perfettamente le ragioni della vostra insoddisfazione e condivido pienamente il vostro desiderio per il cambiamento, dobbiamo unirci e non perdere tempo», ha detto il presidente in carica chiedendo di fatto ai giovani, in larga parte favorevoli a Zelensky, di “cambiare cavallo” al ballottaggio.

«Tutto quello che abbiamo fatto negli scorsi cinque anni è per i giovani, per le generazioni future», ha aggiunto. Sia Poroshenko che Zelensky in campagna elettorale hanno affermato che volevano ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Oltre alle repubbliche popolari autoproclamate di Donetsk e Luhansk, vogliono anche mettere di nuovo sotto la sovranità ucraina la penisola del Crimea, nel Mar Nero.

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