Trento, verso il centenario di Chiara

Qui è nata e si è consacrata a Dio la fondatrice dei Focolari. Qui si possono visitare i luoghi e la storia alle origini di un carisma  

«Ci avviciniamo al 2020, in cui festeggeremo il centenario della nascita di Chiara Lubich… un’occasione unica anzitutto per ringraziare Dio del dono che Chiara è stata per noi e per tante persone in tutto il mondo… siamo stati tutti conquistati dal carisma che Dio le ha dato e che ha cambiato o sta cambiando profondamente le nostre vite.

Sarà anche il momento favorevole per permettere a molti altri di incontrare Chiara viva oggi nella sua Opera». Con queste parole, scritte da Maria Voce in occasione del 7 dicembre 2018, 75° anniversario della consacrazione a Dio di Chiara Lubich, prende, in certo modo, ufficialmente il via la celebrazione del centenario della sua nascita.

C’è una città dove questa ricorrenza ha un significato e un sapore del tutto particolari: Trento. Qui, in via Prepositura, Chiara, allora Silvia, ha visto la luce; qui, nella vicina chiesa di Santa Maria Maggiore, è stata battezzata; qui è cresciuta e ha visto sgorgare e maturare nel suo cuore la vocazione a seguire Gesù, culminata in quel dono totale di sé a Dio il 7 dicembre 1943 nella cappella dei Cappuccini, un gesto intimo e riservato che avrebbe dato vita, inconsapevolmente, a un carisma e un’opera oggi arrivata agli ultimi confini della terra.

E proprio dagli ultimi confini della terra si apprestano a venire a Trento, a vedere e conoscere di persona i luoghi e la storia di Chiara, migliaia di persone in occasione del centenario. La città, quella dei membri del Movimento, ma anche quella delle istituzioni, civili e religiose, è già in fermento. A partire da una mostra su Chiara e la sua opera, che aprirà i battenti il 7 dicembre 2019 (resterà aperta per un anno intero) collocata nelle Gallerie di Piedicastello, un manufatto in disuso, recuperato, segno anch’esso, non casuale, del carisma dell’unità che offre a ciascuno riscatto e speranza. Promotore della mostra è il Museo Storico Trentino che si è fatto carico dell’evento, grazie ai testi, le immagini, i video forniti dal formidabile archivio storico del Centro Chiara Lubich.

Una mostra analoga, ma con diversa prospettiva, sarà allestita a Primiero, luogo delle prime Mariapoli e di particolare ispirazione spirituale per Chiara e le sue prime compagne e compagni. La mostra trentina diverrà, lo si annuncia già da ora, itinerante e troverà repliche a Sidney, New York, Seul, Algeri e San Paulo. Direttore del Museo è Giuseppe Ferrandi, che così si è espresso sul centenario di Chiara: «Una grande opportunità e una grande sfida culturale: si tratta di presentare a pubblici diversi una figura straordinaria, partendo dal suo vissuto e da uno specifico contesto storico, per spaziare sul suo pensiero e la sua azione. Potremmo dire dalla città, la sua e nostra città, al mondo, il suo e nostro mondo».

A questa città Chiara è sempre rimasta legata, ma non solo per motivi personali. Questo il suo sguardo sulla città, colpita nel 1943 dalle bombe della Seconda guerra mondiale che avevano appena distrutto anche la sua casa: «Mi trovavo in un punto alto della città e ho avvertito in cuore un forte desiderio: vedere Trento tutta accesa d’amore, dell’amore vero, di quello che lega fratello a fratello, quello che il carisma dell’unità avrebbe potuto realizzare. E quest’idea dava – ricordo – pienezza al mio cuore». Uno sguardo che nel 2001 è divenuto una vera e propria consegna alla città, ai suoi cittadini e alle istituzioni: «Da qualche tempo vengono a Trento visitatori, anche da fuori Italia, per vedere dove è nata questa Opera di Dio. Immaginate cosa sarebbe se, arrivando, potessero vedere non solo luoghi, cose e testimonianze significative di quei primi nostri tempi, ma trovassero una città ardente dell’amore vero per una spiritualità di comunione vissuta da tutti noi insieme! Una città che potrebbe mostrare e gridare come sarebbe il mondo se tutti vivessero il Vangelo!

Non sarebbe augurabile che Trento, città del Concilio che ha suggellato nel secolo XVI la divisione fra i cristiani, diventasse ora simbolo ed emblema della divina unità per la quale Gesù ha dato la vita? A voi, ai nostri cuori generosi, la risposta».

Per questo, il centenario non vedrà protagonista solo la comunità del Movimento, ma anche istituzioni civili ed ecclesiali, associazioni sociali, culturali, storiche, università. Il desiderio è che la città di Trento possa essere fiera di Chiara, come Chiara lo è sempre stata della sua città natale.

Un pieghevole, una app e un call center saranno a disposizione di tutti. Eventi, convegni, seminari si svolgeranno in città e in particolare al Centro Mariapoli Chiara Lubich di Cadine. Preludio al 2020 saranno le 4 Mariapoli europee, di una settimana ciascuna, che animeranno la valle di Primiero da metà luglio a metà agosto 2019. Sono attese in tutto quasi tremila persone. Trento è da tempo abituata a veder camminare per le sue strade musulmani, buddhisti, indù, persone di ogni cultura, etnia, religione, che visitano i luoghi che hanno visto gli albori del Movimento. “Trento Ideale Accoglie” è la sigla che identifica l’équipe di persone che accompagnano i gruppi in questo percorso che ogni volta trova udienza dall’arcivescovo Tisi e dal sindaco Andreatta: «È sempre un piacere ricevere a palazzo Geremia, nella casa della città, i cercatori di speranza che, da tutto il mondo, arrivano a Trento sulle orme di Chiara – dichiara il primo cittadino –. Del resto Chiara Lubich, prima donna cristiana a entrare in una moschea, ha passato la vita a promuovere il dialogo tra i diversi: diversi dal punto di vista geografico, culturale, sociale, economico. E proprio la città è per lei il luogo dove la fraternità può essere concretamente vissuta, è il luogo in cui può maturare l’universale che è in noi, la nostra umanità. Auspico che questo anniversario aiuti Trento nel suo insieme, e ognuno di noi individualmente, a realizzare nella quotidianità questa grande aspirazione».

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