Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Cittadinanza attiva

Ti offro un caffè?

di Chiara Favotti

- Fonte: Città Nuova

Da una cultura del possesso a una cultura della condivisione. In linea con la Giornata Mondiale dei Poveri, molti indizi di un cambiamento

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo». Con queste parole Luciano de Crescenzo spiega un’abitudine che a lui, napoletano, pare ovvia. Ma tanto ovvia non è, a parte il fatto che i napoletani sono davvero un popolo naturalmente generoso. Nata in tempi di crisi, durante la Seconda guerra mondiale, la tradizione del “caffè sospeso” unisce due sentimenti: la felicità e la generosità. È la stessa “gioia di condividere” che papa Francesco ha mostrato in occasione della Giornata mondiale dei poveri, seguito a ruota da tantissime persone che singolarmente o riuniti in associazioni o gruppi hanno messo la propria casa, o beni, idee e talenti a disposizione dei più poveri.

La tradizione dei “caffè sospesi” si è diffusa dai piedi del Vesuvio alle Alpi e in Europa, grazie a una “rete” nata per volontà dei fondatori del Caffè Gambrinus, ed estesa, per analogia, anche ad altri prodotti: cornetti, colazioni, pranzi, pizze, pane, spesa. A Benevento i proprietari di un bar, dopo la chiusura serale, allineano su un mensolone all’esterno dell’esercizio cornetti e dolci invenduti, incartati accuratamente uno ad uno. Un dono inaspettato per chi non se lo può permettere, ma anche un esempio di lotta allo spreco quotidiano di cibo.

A Roma, nel quartiere della Garbatella, una buona pratica di mutualismo e accoglienza realizzata dai volontari di Casetta Rossa e di Baobab Experience – che si occupa di migranti in transito verso altre mete europee – propone di offrire un pranzo o una cena a chi non può provvedere da solo. Stessa esperienza a Torino, grazie alla Cooperativa “Sumisura”, composta da architetti e operatori sociali che lavorano per una rigenerazione urbana della città e gestiscono anche uno spazio e un fondo per i “pranzi sospesi”. Dalle mense ai libri, con le cassettine disseminate ovunque (prendi uno, lasci un altro, sempre a titolo gratuito), alle sciarpe. A Bologna, con l’arrivo dell’inverno, in due quartieri, San Donato e San Vitale, il gruppo Guardian Angels ha lanciato la proposta di legare ai pali della luce o agli alberi una “sciarpa sospesa” per i senzatetto, con un biglietto: «Non sono una sciarpa persa! Per favore, prendimi con te se hai freddo. Ti scalderò».

Non solo “sospesi”, ma anche “passati di mano” e destinati a nuova vita: sono i giocattoli, raccolti nelle piazze di molte città dalla Comunità di S. Egidio durante il mese di dicembre, in occasione di “Rigiocattolo”. L’iniziativa fa felici non solo molti bambini, ma anche l’ambiente: le componenti di plastica di molti giocattoli non sono riciclabili e una volta buttate finiscono in un inceneritore o in una discarica, continuando ad inquinare.

Sono solo alcuni esempi, tra i tanti, del passaggio ormai evidente da una cultura del possesso esclusivo a una cultura della condivisione, da un consumo individuale a un consumo condiviso. A tutti i livelli: se un tempo era “in” possedere una macchina lussuosa, oggi lo è molto di più utilizzare il car sharing, meglio ancora se la vettura è elettrica.

Di fronte a queste sfide, sta a noi cogliere e amplificare le occasioni e i modi per “condividere gioiosamente” quanto abbiamo, anche con l’aiuto della Rete, che rende semplice e alla portata di tutti fare un gesto di solidarietà. Come offrire un caffè.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876