Tempi moderni, templi digitali

Si chiameranno tholos, come i templi dell’antica Grecia, ma da questi mutueranno solo la forma circolare, non la destinazione d’uso. L’idea è venuta alla Tholos Systems, un’azienda austriaca, che ha deciso di piazzare al centro delle capitali europee delle installazioni cilindriche alte 3 metri e larghe 7, “rivestiti” da 60 metri quadri di schermo ad altissima risoluzione, equipaggiate con un tecnologico sistema di microfoni, telecamere, videoregistratori. Le prime due finestre virtuali saranno installate a Vienna e Londra, offrendo così ai propri cittadini la possibilità di incontrarsi e parlare tra loro. Se l’esperimento funzionerà i megachioschi virtuali saranno installati in tutte le capitali del vecchio continente. Obiettivo dell’azienda è infatti quello di rendere queste strutture “simboli istantanei dell’identità paneuropea “, attraverso una forma di comunicazione comp l e t a m e n t e nuova. In pratica quando un passante si avvicinerà all’installazione, entrerà nel cono sonoro prodotto dagli altoparlanti e vedrà, di fronte a sé sullo schermo, la persona che si troverà nella medesima situazione in un’altra parte d’Europa. I due potranno parlarsi pure con una certa privacy, senza essere ascoltati da nessuno fuori dal cono sonoro. Non saranno i satelliti a collegarli, insufficienti a garantire un così alta qualità d’immagine, ma chilometri di cavi in fibra ottica. Il costo, due milioni di euro, non spaventa i visionari austriaci, che hanno fatto i loro conti: “Il primo obiettivo del progetto è stabilire contatti culturali ed interpersonali, ma i tholos saranno (per la nostra gioia n.d.r.) anche un ottimo veicolo commerciale”. Perché infatti dovrebbero mancare gli inserzionisti visto che avranno a disposizione, per almeno tre ore al giorno, un appetibile palcoscenico paneuropeo? POVERTÀ Il centralino ti mette in coda La prossima volta che un centralino vi lascerà in attesa per un’eternità ad ascoltare una musichetta, fatevi venire qualche dubbio. L’azienda potrebbe aver installato un programma fornito da un certo signor Randall, presidente del Gruppo Ait, un’azienda di software, che classifica le priorità delle chiamate in base al reddito. Uno spregiudicato uso del marketing permette già ad alcune grosse aziende in Inghilterra di selezionare i propri clienti in attesa offrendo la priorità ai più facoltosi. Come fanno? Il programma riconosce se l’area da cui proviene la chiamata è ad alto o basso reddito, dalle banche arriva una graduatoria in base a reddito e disponibilità o meno di carta di credito, mentre operose società di marketing analizzano la clientela in categorie del tipo “astuto capitalista” o “materialista in ascesa”, fino a “poveretto”, persona a cui il centralino non darà mai la linea. L’inventore del sistema si è giustificato dicendo che anche in aereo esiste una “business class” ed una “classe turistica”, ma ha ammesso che è bene che il cliente svantaggiato non sappia della cosa. Appunto: in aereo il cliente è consapevole di quanto ha pagato. Se poi aggiungete che gli operatori dei call center di queste democratiche aziende sono forniti di codice di comportamento, in base al quale i clienti “ricchi” vanno trattati con cortesia e pazienza, mentre con gli altri si può andare per le spicce, c’è di che ricorrere alla giustizia per i diritti negati ai cittadini. A meno che questi ultimi ormai non siano ridotti che a clienti. IN LIBRERIA IL PROGETTISTA MULTIMEDIALE La comunicazione del terzo millennio è la principale fucina di nuovi mestieri. Quello di progettista multimediale è un mestiere in rapidissima espansione, che coglie nei diversi media esistenti e in quelli nuovi le potenzialità espressive e comunicative. Un mestiere alla frontiera con l’arte. Luca Toselli, che ha al suo attivo la pregevole esposizione multimediale sulla storia del cinema ospitata alla Mole Antonelliana di Torino è l’autore di un manuale ben fatto e curato (Boringhieri, pp. 135, euro 18,08). (m.z.) Un call center Remo Casilli/Sintesi netone@cittanuova.it

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