Sui passi di Giacomo

I celebri cammini storici per Santiago di Campostela non sono gli unici modi per conoscere il patrono della Spagna. Ce li racconta Pierre Forunier nel libro che traccia la storia di uno dei primi apostoli, per il primo appuntamento della rubrica 
San Giacomo Apostolo

Non importa la fede, la provenienza, l’età o il mezzo di trasporto con il quale affrontare il viaggio a Santiago de Campostela, ma il senso stesso del viaggio: la fatica, gli incontri lungo la strada e l’arrivo. Tutto questo assomiglia al viaggio della vita di ogni uomo, anche a quella di uno dei primi apostoli: Giacomo il maggiore. Il libro uscito per Nouvelle Cité di Pierre Fornier ed oggi riedito dall'editrice Città Nuova, col titolo San Giacomo. Portare il Vangelo ai confini del mondo, ci offre modi ed occasioni diverse per conoscere il primo apostolo. Lo proponiamo come primo appuntamento della rubrica.

«È del tutto plausibile che si vada in Spagna per far conoscere la gioia della Buona Novella. San Paolo non pensava forse di andarci come dice espressamente nella Lettera ai Romani (cf. Rm 15, 24.28)? Giacomo potrebbe aver coperto quella distanza. Le strade che solcavano l’impero lo consentivano. Partendo da Roma, arrivavano agli estremi confini della Spagna (la via Domiziana, la via Aurelia…), come pure verso l’Asia minore, verso Gerusalemme, l’Egitto, la Libia e l’Africa del Nord. Ovviamente, quelle strade erano state create per la rapida trasmissione degli ordini dell’imperatore in tutte le parti dell’impero. Innanzitutto per far viaggiare i corrieri imperiali, poi per gli eserciti, i mercanti, ecc. La Spagna è un Paese molto lontano, nella parte più occidentale dell’universo biblico. Dal 202 a.C., la penisola fu invasa dai romani: ne ha notizia anche Giuda Maccabeo (1 Mac 8, 3). La regione fu organizzata in tre province: Tarraconensis (Catalogna), Baetica (Cordova) e Lusitania (Portogallo). Già nota per la presenza di un accampamento militare pre-romano, la cittadella di Compostella aveva un’importanza non trascurabile che, secondo gli archeologi, gli derivava da due strade romane: quella che da Bracara andava ad Asturica e quella che da Brigantium giungeva a Iria. Se Paolo progettava di andare in Spagna, perché non anche Giacomo?

«Giacomo avrebbe così annunciato il Vangelo nelle estreme regioni dell’Europa, in Galizia. Sarebbe poi tornato a Gerusalemme per rendere conto della sua missione agli altri apostoli e alla comunità cristiana della Città Santa. Anche san Paolo aveva l’abitudine di ritornare a Gerusalemme dopo i suoi viaggi missionari (cf. At 15, 2; 20, 22; 21, 17…). Ritornato a Gerusalemme, Giacomo assiste allo scatenarsi delle ostilità contro i discepoli di Cristo. Già al momento della Passione del Signore, ci fu il tentativo di sopprimere non soltanto Gesù, ma anche i suoi apostoli e Lazzaro (cf. Gv 12, 10). Negli Atti degli Apostoli Luca riferisce del martirio di Giacomo, decapitato per ordine di Erode Agrippa I. «In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni» (At 12, 1-2). Stefano è già stato lapidato (cf. At 6-7) e la persecuzione dei discepoli di Cristo si intensifica. Giacomo è il primo dei Dodici a subire il martirio, tra il 41 e il 44. Per venerazione e per affetto, alcuni discepoli di Giacomo avrebbero riportato, via mare, le sue spoglie mortali fino al porto di La Coruña e poi l’avrebbero sepolto a Compostela.

«Nel corso del IX secolo il monaco eremita Pelagio avrebbe ritrovato la tomba dell’apostolo e le sue ossa. A partire da quel momento, per tutto il medioevo, è stato un succedersi di pellegrinaggi. La storia religiosa distingue i pellegrinaggi “giacomiti” ai vari luoghi di culto locale dedicati a san Giacomo, e i pellegrinaggi “estremi” in cui i pellegrini giungono fino a Compostela, alla tomba dell’apostolo. Il monaco benedettino Aimerico Picaud nella sua Guida del pellegrino di san Giacomo di Compostela scrive una preghiera in cui si invoca Giacomo come «il nostro signor apostolo». Questo fervore giacomita e compostelano si è sviluppato fino al XVI secolo. Nei due secoli successivi, il XVII e il XVIII, i pellegrini vanno di meno a Compostela e di più a Roma. Le strade di Compostela non vengono mai abbandonate, ma aumentano i “romei”. In ogni modo, per i “romei” che vengono dal sud dell’Italia, Roma si trova sul cammino di Compostela.

«Oggi il nostro apostolo conosce un innegabile ritorno di popolarità. I tratti del suo volto sono di nuovo più riconoscibili. Tra gli altri, il pellegrinaggio a Compostela di papa Giovanni Paolo II, nel 1989, in mezzo a 600.000 giovani nel contesto delle Giornate Mondiali della Gioventù, ha certamente contribuito a ravvivare l’attenzione verso san Giacomo. In questi anni, il numero di pellegrini che camminano in compagnia spirituale di san Giacomo e che si raccolgono a Santiago de Compostela non cessa di aumentare. Questo rinnovato interesse è particolarmente ravvivato dagli «Anni santi compostelani» che sono l’occasione di fervide implorazioni all’apostolo Giacomo. Sono dichiarati “santi” ogni volta che il 25 luglio, festa liturgica di san Giacomo Maggiore, cade di domenica. Così, dopo gli anni 1948, 1954, 1965, 1982, 1989, 1993, l’Anno Santo del 1999 è stato ripetuto nel 2000 a motivo del grande giubileo di ingresso nel terzo millennio dell’era cristiana. Il 2010 è stato l’Anno Santo compostelano più recente e i “discepoli” di san Giacomo pensano agli Anni Santi compostelani prossimi del 2021, 2027, 2032, 2038, 2049, 2055, 2060, 2066, 2077, 2083 e 2088.

«I pellegrini e i visitatori arrivano a Compostela da diversi Paesi europei e di altri continenti percorrendo i celebri «cammini storici di san Giacomo»: il cammino di Tours, per quelli che vengono dalla Danimarca e dai Paesi Bassi, da Aix-la Chapelle e Parigi passando per Bordeaux; il cammino di Vézelay, per chi viene dalla Polonia, da Berlino e Treviri, passando per Périgueux; il cammino di Puy-en-Velay, per chi viene dall’Ungheria e dall’Austria, da Ginevra o Lione, passando per Conques, Moissac; e il cammino di Arles che ricongiunge la via adriatica per coloro che provengono dalla Croazia (da Zagabria) o dall’Italia (da Brindisi) passando per il Monginevro, Briançon e Gap, e la via mediterranea per chi viene da Napoli, da Roma, Nizza e Sainte-Baume.

«Quando l’Angelo le annuncia che sarà madre di Gesù, Maria esprime la sua gioia al Signore dicendo: "Tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1, 48). Anche l’apostolo Giacomo, popolarissimo ieri e oggi, può cantare a Dio: "Tutte le epoche mi chiameranno beato".
Ci sono molti modi di incontrare san Giacomo e di seguire le sue orme: prima di tutto con la meditazione dei quattro Vangeli e degli Atti degli Apostoli, ma anche con i pellegrinaggi locali verso luoghi legati alla sua venerazione, poiché egli è il santo patrono di numerose località, chiese, cappelle, oratori, quartieri, strade, ponti e porti. Un altro modo di mettersi sulle sue orme è quello del pellegrinaggio fino a Santiago de Compostela, oppure a Roma, la Città Eterna posta sul cammino mediterraneo di Compostela, come pure la Terra Santa, dove Giacomo ha vissuto: a Gerusalemme, oppure sulle rive del lago di Tiberiade, dove Giacomo ha incontrato Gesù».
 

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