Storica visita di Tsipras in Turchia

Segnali di dialogo alle porte del Medio Oriente. Il premier greco ha incontrato il presidente turco Erdogan e il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo.

Può essere sicuramente definita storica, la visita del primo ministro greco Tsipras ad Erdogan, in Turchia di qualche giorno fa. Per chi conosce la storia e la cronaca anche recentissima dei rapporti tra i due Paesi, può destare sorpresa l’incontro tra i due rappresentanti di due Stati vicini, ma da sempre in conflitto.

Le ragioni sono profonde e complesse, come complicatissimi sono gli intrecci tra i due popoli, emblema delle sinergiche contrapposizioni che nascono quando si è tanto vicini, ma tanto diversi. La stessa Istanbul, con la storia del suo nome, ne è emblematico esempio. Da Bisanzio a Costantinopoli a Nova Roma a Istanbul, che secondo una interpretazione deriva dall’espressione “quella è la città” (Isten polis), risposta che veniva data dagli abitanti greco-romani ai turchi giunti per metterla a ferro e fuoco.

Quali siano i retroscena e i veri intenti tanto di Ankara quando di Atene, ma soprattutto quali saranno i risvolti dell’incontro tra il sultano Erdogan e il traghettatore della Grecia Tsipras, non è facile comprenderlo con immediatezza. Di certo i due hanno avuto modo di incrociare i loro occhi dopo che negli ultimi anni, spesso, i loro militari avevano incrociato e confuso le reciproche rotte… La questione della rivendicazione delle isole greche da parte turca da sempre tiene impegnate le rispettive forze armate tanto in cielo quanto in mare.

Sono comunque segnali di una volontà quanto meno di conoscenza diretta le immagini di Alexis Tsipras e consorte immersi nella visione di Santa Sofia, luogo unico e simbolico della metropoli sul Bosforo, oggi museo dopo essere stata per un millennio una basilica e per quasi altri 500 anni una moschea.

Ma ancor più significativa la visita al monastero della Santa Trinità di Halki sull’isola di Heybeliada, nel mar di Marmara al largo di Istanbul, sede un tempo della prestigiosa Scuola teologica, chiusa dal 1971, quando un tribunale turco ne ha ordinato lo stop secondo una legge che limitava l’educazione religiosa non statale nell’ambito di una disputa tra Turchia e Grecia.

«Voglio credere che siamo vicini al giorno in cui in queste stanze torneranno a risuonare le risate degli studenti», ha detto Tsipras, che è il primo premier greco a visitare l’edificio. In passato, Erdogan ne aveva ipotizzato la riapertura in cambio di un miglioramento dei diritti della minoranza musulmana di origine turca in Grecia. Tsipras è stato accolto al suo arrivo dal metropolita Elpidoforos di Bursa (Proussa in greco). Il primo ministro ellenico è stato accompagnato dal ministro dell’Istruzione Costas Gavroglou, dai vice ministri degli Esteri Giorgos Katrougalos e Markos Bolaris, e dalla moglie Betty Peristera Baziana. Insieme al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, hanno partecipato a una messa nella chiesa di Hagia Triada (Santa Trinità).

Patriarca Bartholomeo IGrande commozione tra la comunità religiosa locale greco-ortodossa nella speranza che possa riaprire il centro, che – fondato nel 1844 – si trova proprio in cima ad una collina e ha formato importanti figure religiose del mondo ortodosso, tra cui l’attuale patriarca.

Nel suo discorso, il premier greco ha parlato di un momento storico per le relazioni della Grecia e l’amicizia dei popoli, evidenziando che «la presenza di tutti noi qui è oggetto di speranza, di gioia e risposta positiva da parte delle centinaia di cittadini turchi accorsi per esprimere il loro amore, un amore sincero che è il cuore dell’amicizia greco-turca che vogliamo costruire».

E il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, che ha dato il benvenuto all’ospite “con gioia ed allegrezza”, ha ricordato che in un mondo mutevole la Chiesa di Cristo è fondata sulla pietra e non muta la sua missione originaria. Alcuni dei presenti non hanno mancato di sottolineare l’unicità dell’evento e dell’abbraccio tra il patriarca e il primo premier ellenico a non aver giurato sulla Bibbia, dicendo che tra i due c’erano sguardi e menti aperti, quelli che servono per guadarsi senza timori e attraversare lo stretto del Bosforo, secolare passaggio tra Europa ed Asia, andata e ritorno, ritorno e andata…

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