Spazi di pace nel Mediterraneo

A Bari, città del dialogo e dell’ascolto, città che unisce, 60 vescovi di 20 Paesi rivieraschi, insieme col papa, cercheranno strategie concrete per rispondere ai problemi di quest’area del mondo. Appuntamento dal 19 al 23 febbraio.

È ponte tra Oriente e Occidente per antonomasia, adesso può anche essere definita capitale del “Mediterraneo, frontiera di pace”. A Bari fervono i preparativi per accogliere circa 60 vescovi del bacino del Mediterraneo e domenica 23 papa Francesco che concluderà con la celebrazione eucaristica in piazza della Libertà in pieno centro cittadino, l’incontro di ascolto e dialogo promosso dalla Cei.

Dal 19 al 23 febbraio i rappresentanti delle chiese cattoliche della zona del Mare Nostrum dai Balcani, al nord Africa e l’Europa mediterrana nelle giornate di lavoro al castello Normanno-Svevo stileranno un documento con le strategie per affrontare i numerosi problemi sociali, culturali, economici. Alla conferenza stampa di presentazione alla Basilica di San Nicola, mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei vede in quest’occasione pugliese un punto di partenza della Chiesa: Si tratta di un momento di ascolto tra chiese cattoliche che si affacciano sul Mediterraneo, frutto di un percorso che ci ha visti in dialogo e che speriamo continui».

La Chiesa si interrogherà concretamente per creare spazi di speranza e di pace nell’area del Mediterraneo che vive tantissime situazioni di emergenza. Proprio papa Francesco chiede ai vescovi: «Non fate lamentele perché è inutile stare a lamentarsi quando le cose non vanno bene. Non fate discorsi campati in aria. Fatemi delle proposte concrete che possono essere utili per risolvere i problemi dell’umanità, perché veramente il Mediterraneo è il concentrato di tutti i problemi dell’umanità in quanto abbraccia Asia, Africa e Europa».

Il Pontefice arriverà domenica mattina; prima della Santa Messa si recherà alla Basilica di San Nicola per un momento conclusivo insieme ai vescovi per la stipula di questo documento. Poi, la celebrazione con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: sono previsti circa 50 mila fedeli (i pass gratuiti sono distribuiti dalle parrocchie) con 500 volontari guidati dalla pastorale Giovanile della diocesi di Bari-Bitonto per il servizio d’ordine.

Per Bari il ritorno di papa Francesco dopo due anni (l’ultima volta risale a luglio 2018), insieme alle massime cariche dello Stato, rappresenta un ulteriore conferma di città che unisce. Una città che nel segno del suo santo, Nicola, vuole contribuire al processo di dialogo e confronto, nello spirito di questo evento promosso dalla Conferenza episcopale italiana.

Alla conferenza stampa il sindaco Antonio Decaro ha dichiarato: «Il giorno in cui ho incontrato il papa con i sindaci, lui ci disse “Non è il momento di alzare la torre ma di allargare la piazza” ed è quello che lui sta facendo anche in questa occasione, dando un messaggio attraverso la presenza dei vescovi cattolici dei 20 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Lo fa nella città di San Nicola, che è simbolo di messaggi di pace e fratellanza, di accoglienza e tolleranza e anche simbolo del Mediterraneo».

Responsabilità e gioia sono espressi anche dal presidente della regione Puglia Michele Emiliano: «Per noi è una grande responsabilità e una gioia immensa accogliere questo incontro. Un onore che noi dobbiamo sicuramente a Papa Francesco e a tutti i suoi collaboratori. Non so quante volte il papa e il presidente della Repubblica si siano incontrati fuori da Roma, sono due personalità che rappresentano la vita di gran parte degli italiani e averli tutti e due in Puglia mi riempie di gioia».

Il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, aprirà i lavori al castello Normanno-Svevo. Lavori che continueranno fino a domenica. I vescovi e la cittadinanza vivranno diversi momenti insieme alle comunità parrocchiale in cui saranno ospitati. Sabato 22 al teatro Petruzzelli verrà dato spazio alla cultura e all’arte con una serie di esibizioni sui temi dei pregiudizi e dell’abbattimento dei confini che daranno vita allo spettacolo Sulla stessa barca. In fondo siamo tutti sulla stessa barca e ognuno è chiamato a navigare per cambiare.

 

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