Social: la guerra dei dati personali

Alla fine è successo quello che si temeva: WhatsApp ha deciso di modificare la gestione delle informazioni che ci riguardano (compresa la lista dei nostri contatti), condividendoli con Facebook. Cosa fare se non siamo d’accordo

Recentemente WhatsApp ha cambiato i propri termini di utilizzo (che abbiamo accettato implicitamente installando la app) e da ora condividerà e scambierà con Facebook una serie di informazioni dei propri utenti, tra cui il numero di telefono con cui la utilizziamo e altri nostri dati.

 

Lo scopo ufficiale è «rendere ancora più rilevanti (su Facebook) i suggerimenti di amicizia e la pubblicità», come recita la nota informativa. Insomma, avere questi dati permetterà a Facebook di identificare sempre meglio le nostre relazioni, per mostrarci la pubblicità a misura dei nostri gusti ed interessi. L’integrazione WhatsApp-Facebook permetterà, al proprietario Zuckerberg, di costruire, attraverso un sempre maggiore numero di interconnessioni, il nostro profilo in modo più ricco e dettagliato.

 

Tre cose vanno chiarite rispetto a questa novità. La prima è che si parla solo di condivisione. Nessuno pubblicherà i nostri numeri di telefono su Facebook e tale condivisione resterà tra le due piattaforme, senza che il nostro numero di telefono possa finire a terzi e a pubblicitari. La seconda è che, in base all’utilizzo della crittografia end-to-end, WhatsApp non potrà condividere con Facebook ciò che scriviamo. Potrà però passare altre informazioni quantitative sul nostro uso di WhatsApp, come la frequenza con cui comunichiamo con qualcuno, le informazioni del nostro ultimo accesso o le liste dei nostri amici e contatti. La terza, che per poter usare WhatsApp non sarà necessario iscriversi a Facebook.

 

Come impedire lo scambio di informazioni tra Whatsapp e Facebook

Impedire a WhatsApp di passare il nostro numero di telefono a Facebook non si può. Però possiamo evitare che Facebook utilizzi i nostri dati presi da WhatsApp per migliorare le inserzioni pubblicitarie da mostrarci (o incominciare a schedarci in attesa di una nostra futura iscrizione al social network).

 

Possiamo farlo nel momento in cui WhatsApp ci mostrerà la schermata informativa:aprendola apparirà il box con l’avviso dell’aggiornamento dei termini e delle condizioni da leggere per essere da noi approvato: “tappando” (cioè “clickando”) nel testo il link LEGGI potremo espandere l’intero testo nascosto e, scorrendolo fino alla fine, sarà possibile togliere la spunta che certifica il nostro consenso. È anche possibile rimandare la decisione cliccando su “NON ADESSO”, ma sembra che entro il 25 settembre dovremo comunque prendere una decisione.

 

Se per caso abbiamo già inconsapevolmente accettato la condivisione dei dati da WhatsApp a Facebook cliccando su ACCETTO, abbiamo 30 giorni per cambiare la nostra scelta andando nelle impostazioni di WhatsApp, dove dobbiamo cercare la voce ACCOUNT e togliere la spunta che sarà apparsa alla voce “Condividi info account”.

 

WhatsApp e i pubblicitari

Gli obiettivi che WhatsApp si pone nella gestione dei nostri dati per WhatsApp sembrano però ben più ampi della sola condivisione con Facebook. La nota infatti, in modo un po’ timido, informa anche di nuove strade che WhatsApp si appresta ad esplorare, «affinché gli utenti e le imprese possano comunicare tra di loro usando WhatsApp, ad esempio tramite informazioni su ordini, transazioni e appuntamenti, notifiche su consegne e spedizioni, aggiornamenti su prodotti e servizi, e marketing». Si sta aprendo, di fatto, un orizzonte dalle prospettive molto più ampie, dove sembra che WhatsApp possa essere qualcosa di più che una semplice app di messaggistica.

 

Nulla di nuovo sotto il sole. Anzi, probabilmente stiamo incominciando a fare l’abitudine al “prezzo” che ci tocca pagare per poter usufruire di questi servizi, dove il prodotto, lo ricordiamo, siamo noi. Probabilmente non lasceremo in massa WhatsApp, ma diventerà però sempre più fondamentale conoscere bene le regole del gioco, per poter gestire con piena consapevolezza, là dove ci sarà permesso, ciò che di noi e dei nostri dati vogliamo dare e ciò che vogliamo tenere, ricordando che spesso questa seconda opzione la possiamo esercitare solo a monte, cioè non fornendo i nostri dati.

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