Slot Mob contagia la Sardegna

L’intera giornata del 28 marzo a Cagliari ha visto una straordinaria partecipazione popolare al consumo critico di massa con dibattiti, musica, giochi veri e una maratona cittadina. Un segnale di impegno condiviso in una terra che sperimenta duramente le conseguenze delle crisi economica. Il 22 aprile tappa ad Iglesias
Cagliari Slot Mob No stop

Cagliari sabato 28 marzo ha ospitato un nuovo Slot Mob, che ha interessato alcuni esercizi commerciali della città, i cui proprietari hanno deciso di dire no ai profitti derivanti dalle slot – machines.

Al “classico” Slot Mob si è affiancata una corsa in pieno centro per premiare con un adesivo No Slot tutti gli esercenti che decidono di rinunciare ai proventi derivanti dallo sfruttamento dei più vulnerabili.

A metà mattinata la prima tappa nella zona centrale in viale Bonaria, dove i proprietari del “Sunflower Twentyone” hanno ricevuto l’attestato di bar free slot. Poco dopo una corsa dei runner ed una passeggiata per i più pigri, lungo le vie del centro con arrivo in piazza Giovanni XXIII.

Meta del secondo appuntamento il Caffè Reale: anche qui sorrisi e saluti per premiare la scelta di tenere fuori le slot – machines, con consumazione dei presenti, molti accaldati per la camminata.

Nel pomeriggio in via Giardini, a Villanova, uno degli storici quartieri di Cagliari, negli spazi antistanti i locali Babeuf, L’Opoz e Artcafé, tre esercizi limitrofi che hanno detto “No alle slot”. Qui, la festa conclusiva, con un momento di riflessione, testimonianze di esperti ed ex-giocatori, musica dal vivo e gioco sano, quello del calcio balilla, per molti il biliardino. Ad aprire le danze il festoso battito dei drummer di un gruppo giovanile, poco più che adolescenti, con il ritmo scandito sui loro bidoni. Nel frattempo i locali si riempivano di persone che tra una consumazione e una sbirciatina ai libri disponibili sugli scaffali, davano davvero l’idea diversa del bar, non più luogo nel quale tanti giocano in solitudine di fronte alle slot, ma luogo di socialità dove le persone condividono idee e scambiano opinioni, in una dinamica di relazione più che mai necessaria in tempi di individualismo sfrenato.

L’eco dello slot mob ha coinvolto anche la stampa locale, che ha dato ampio risalto all’iniziativa, alla quale a Cagliari hanno aderito diverse associazioni, come Azione Cattolica, Agesci, Giovani per un Mondo Unito, Banca Etica, Libera, Cittadinanza Attiva, CSV.

Il lavoro degli organizzatori ha cercato di coinvolgere anche le scuole, dove si registra un 40 per cento di giocatori in età adolescenziale.

Lo spirito dello Slot Mob rientra in quella sana abitudine che alcuni economisti definiscono “voto con il portafoglio”, ovvero la scelta di premiare con i propri acquisti le aziende che dimostrano prassi eticamente e socialmente valide. Gli slot mob rappresentano un momento semplice, nel quale le persone cercano di prendere coscienza della responsabilità che, anche attraverso un piccolo gesto, come un caffè o un aperitivo preso al bar, offre la possibilità di esercitare e promuovere fattivamente il bene comune.

E dopo Cagliari anche Iglesias si prepara allo Slot Mob. Il 22 aprile prossimo si realizzerà in due fasi, una al mattino dalle 10 alle 12 in via Roma al Bar “Pic Nic” di Federico Pintus e Marco Lenzu, esercizio che ha scelto di togliere dal locale le slot machines. La seconda parte in via Don Graziano Muntoni, al bar “Emanuela Cafe” di Emanuela Pilia”, una giovane ragazza che nel suo nuovo locale, collocato sulla strada che porta ad un Istituto Commerciale – Geometri, ha scelto di non avere le slot machines, per non creare occasioni negative in particolare ai giovani clienti.

Il “contagio” Slot Mob si sta pian piano diffondendo in Sardegna, terra dove le difficoltà economiche e sociali si fanno sentire, e quindi la tassa sui poveri è largamente diffusa. Per cui ben vengano le occasioni nelle quali invertire la tendenza e ridare speranza alla gente.

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