Una rotta alternativa al narcotraffico

L’iniziativa di una famiglia di imprenditori monegaschi e di un parroco colombiano residente a Ventimiglia per costruire una rete produttiva e commerciale del caffè di qualità come risposta al domino del mercato internazionale della droga.  Il progetto della Fondazione Oasis amore e pace per il riscatto dei giovani
www.oasisdeamorypaz.org/

È un’inchiesta che ha per titolo: “Narcotica, sulle rotte dei trafficanti”, a produrla Tg3 e Rai3. “Narcotica” è un viaggio sulle rotte del narcotraffico, in zone proibite dove regnano corruzione e violenza, il cui controllo è conteso dai cartelli del narcotraffico, gruppi di guerriglieri, paramilitari, gruppi di polizia autocostituita non riconosciuti sino alle sponde dell’Europa: dalla Colombia al Messico fino all’Albania e la Calabria.

Un viaggio a puntate che attraversa i campi di coca e racconta i laboratori nascosti nella selva colombiana dove si produce il 70 per cento di tutta la coca prodotta nel mondo. A parlare sono ragazzini di 13 anni che si bruciano la vita e si spaccano la schiena per riempire sacchi di 70 chili di foglie di coca pagati pochi pesos, ma che fruttano cifre da capogiro ai gruppi criminali.

Tra i testimoni nella puntata di mercoledì 24 luglio alle 23,20 ci sarò anche don Rito Alvarez, parroco a Ventimiglia , ma di origine Colombiana che nel suo Paese ha dato vita nel 2007 alla Fundacion Oasis de Amor y Paz con il sostegno dell’associazione di volontariato Angeli di Pace Sanremo per riscattare e dare un futuro migliore a questi bambini, perché possano trovare nella Fondazione una vita tranquilla e dignitosa, lontani dalle violenze più tremende che rubano la loro infanzia potendo qui alloggiare, essere accompagnati nel loro percorso scolastico dalle elementari all’università, crescere e da adulti essere nuovi portatori di pace.

La Fondazione, ha salvato centinaia di bambini e ancora ad oggi si occupa di decine e decine di giovanissimi, è situata nella regione del Norte de Santander, al confine col Venezuela, zona caratterizzata da un alto livello di insicurezza per il controllo dell’area e per la produzione di coca. Tra le iniziative più recenti per continuare ad aiutare la Fundacion Oasis de Amor y Paz, la produzione di un caffè gourmet di alta qualità “Oasis Cafè Colombia” -Donde la coca ya no crece- (promossa dall’associazione del Principato di Monaco Oasis For Peace) i cui benefici serviranno a proseguire ed incentivare questo virtuoso progetto di accoglienza e pace.

Abbiamo incontrato a Ventimiglia, Alessandro Dalmasso e Sylva Cosulich di Monaco, una famiglia di imprenditori, che hanno conosciuto don Rito nel suo centro di accoglienza «nel momento cruciale dei flussi migratori tra Italia e Francia» racconta Sylva.

Perché domandiamo, questo interesse ai migranti di Ventimiglia? «Il migrante rappresenta una duplice sconfitta sia sul piano umano che economico della nostra società. La persona che decide di lasciare tutto per una vita migliore significa che la sua condizioni umana è precaria o peggio in pericolo e non ha alcuna soluzione per creare condizioni economiche sufficienti a garantire la sua sopravvivenza. I flussi migratori in passato erano differenti dagli attuali, senza mai dimenticare che esistono 120 milioni di italiani nel mondo 60 vivono in Italia, 60 sono emigrati. Allora -racconta Alessandro – si partiva perché mancava la terra per dar da mangiare a tutti, oggi si emigra perché una parte del mondo impoverisce il resto per leggi di mercato. Il dovere, ma anche l’interesse di una classe di imprenditori illuminati dovrebbe tentare di capovolgere questo teorema. Un mondo più equilibrato significa qualità di vita, sicurezza, prospettive di crescita per tutti quanti anche per noi, oggi privilegiati».

A Ventimiglia Alessandro e Sylva hanno conosciuto meglio don Rito che li ha invitati in Colombia a visitare la Fundacion Oasis de Amor y Paz  al confine con il Venezuela, che si occupa di recuperare i bambini sfruttati nelle piantagioni di coca o quelli arruolati nei gruppi illegali.

Un’ esperienza che da 12 anni, recupera centinaia di ragazzi. «Noi li prendiamo da queste piantagioni – spiega don Rito – e poi lì facciamo alloggiare nel nostro centro. Dopodiché sono proprio loro che crescendo, formandosi e studiando diventano protagonisti sul loro territorio. Per cambiare la mentalità anche dei propri parenti».

Alessandro e Sylva cosa ha significato per voi questo viaggio in Colombia? «Abbiamo conosciuto una nazione ricchissima di materie prime ma, tolte qualche città ove peraltro alcuni quartieri vivono correttamente e dignitosamente, il resto è povertà oppure violenza per la legge imposta dai narcos. Un altro chiaro esempio di impoverimento dovuto in parte alle locali difficili applicazioni delle regole etiche e democratiche oltre alle condizioni poste dagli Usa con il “Plan Colombia” e con il conseguente, quasi inevitabile, passaggio alla produzione della coca in diverse area del Paese per un totale di circa 189.000 ettari. La scoperta del centro di don Rito è stata per noi la chiara dimostrazione che anche in aree difficili di produzione di coca c’è voglia di riscatto attraverso la cultura ed il lavoro per la ricerca di una dignità di civiltà e di pace. Parlare con questi giovani ospitati e protetti nella struttura che escono da esperienze di vita e di morte inimmaginabili ha rafforzato in noi tutti la volontà di fare, fare qualcosa per un cambiamento».

Da quella visita Alessandro e Sylva tornano con l’idea di concretizzare il loro aiuto per la Fundacion Oasis de Amor y Paz, e subito presentano il loro progetto che chiamano Oasis For Peace Monaco  e Alessandro precisa: «Il sottotitolo di OFP è “Trade not Aid” in altre parole i nostri progetti prevedono la creazione di attività economiche locali con manodopera locale a condizioni di pace sociale e noi ci impegniamo a creare o trovare canali di distribuzione di questi prodotti nei mercati europei. Che prevede nelle terre della fondazione FOAP ed in quelle dei campesinos locali che decidono di abbandonare le piantagioni illecite verrà piantato un caffè di alta qualità che verrà raccolto, trasformato in caffè verde e spedito in Italia per la torrefazione. I benefici della vendita di questo prodotto gourmet Oasis Cafè saranno devoluti in parte alla FOAP, ed in parte alle cooperative dei campesinos».

Ora il caffè colombiano arriva in Italia a Ventimiglia dove viene lavorato artigianalmente con la maestria della torrefazione italiana e promosso dall’associazione OFP – Oasis For Peace Monaco fondata nel 2018 da Alessandro Dalmasso e Sylva Cosulich Dalmasso in collaborazione con don Rito.  Il criterio è quello di creare e mettere in rete iniziative concrete di sviluppo economico e sostenibile in zone svantaggiate del mondo con la diretta partecipazione delle comunità locali e a loro beneficio.

In questo modo viene portato in Europa il caffè che si produce nella Fondazione in Colombia che rappresenta un’alternativa alla coca. E i proventi saranno reinvestiti in zona per aiutare i bambini a studiare e le persone a cambiare la mentalità in cui abitano e che fa loro pensare si possa vivere solo di coca. «Vogliamo aiutarli così a cambiare per una mentalità diversa e di pace».

 

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