Roma, rivoluzione green nella mobilità

Tanti progetti per la Capitale d’Italia in vista del Giubileo del 2025: semafori intelligenti Google in grado di smaltire il traffico ed effettuare multe, più tramvie e metro e potenziamento dei mezzi pubblici per disincentivare l’uso delle auto private.
La folla davanti all'autobus

Il neo sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha deciso di dare un netto cambio al settore trasporti e alla mobilità della Capitale d’Italia per risolvere uno dei problemi più grandi di chi vive a Roma: il traffico.

La città eterna è una delle più trafficate al mondo: è infatti al 18° posto secondo l’ultimo report di Global traffic corecard Index. I romani trascorrono circa 66 ore l’anno immobilizzati per le strade della città.

E così la nuova giunta capitolina ricorre innanzitutto alla tecnologia di Google. Già in Israele sono attivi i semafori intelligenti dell’azienda americana, in grado di leggere in tempo reale il flusso del traffico cittadino e far funzionare i semafori in modo tale da smaltire le auto in coda. In questo modo si risparmiano tempo e carburante, e si riduce la quantità di smog.

I semafori Google possono anche aiutare la polizia locale nel verificare eventuali infrazioni da parte dei conducenti, per una distanza massima di 150 metri. Inoltre, ogni conducente che utilizza un account Google e un’app legata al traffico, potrà essere aiutato nel trovare strade alternative al traffico (questo succede anche oggi).

Inoltre c’è una scadenza non troppo lontana: il Giubileo del 2025. Dall’8 dicembre 2024 e per tutto l’anno successivo Roma ospiterà circa 50 milioni di pellegrini venuti da tutto il mondo. Lo sa bene il neo assessore Eugenio Patané che in questi giorni sta lavorando su tutto il settore della mobilità e dei trasporti. I soldi ci sono. L’idea è di investirli in progetti che consentano un aumento della tramvia, un allargamento delle linee delle metro e di aumentare le corse delle linee autobus con nuovi mezzi più green. Intanto, con due delibere l’attuale giunta ha sbloccato l’arrivo entro la fine dell’anno di 100 nuovi autobus: 29 a metano e 70 ibridi.

Per le ztl (zone a traffico limitato) si sta studiando un progetto che consenta l’accesso in futuro solo per veicoli elettrici o ibridi e di estendere la green zone oltre l’anello ferroviario per arrivare quasi fino al Grande raccordo anulare.

L’Unione Europea non sta a guardare e preme affinché tutto questo si realizzi al più presto. È già stata avviata una procedura d’infrazione per la mancanza di misure incisive contro lo smog nella Capitale.

Dal 2023, quindi, partiranno vari cantieri che riguardano quattro nuove tramvie (Termini-Aurelio, Togliatti, Tiburtina, e Termini-Centocelle) e ne sono in progettazione altre sette. È in trattativa un protocollo d’intesa con RfI per velocizzare la chiusura dell’anello ferroviario e l’attivazione al Pigneto della stazione di interscambio delle ferrovie laziali. Per le funivie sarà accantonato il progetto Battistini Casalotti, ma aprirà il cantiere della linea Eur Magliana. Potrà trasportare circa mille passeggeri l’ora e collegherà i due quartieri in cinque minuti (oggi ce ne vogliono 45 con l’auto). Per quanto riguarda le metro, la fermata Fori imperiali della metro C (nodo di scambio con la linea B) aprirà nell’ottobre 2024 e si stan studiando l’allungamento delle linee attualmente in vigore. L’obiettivo principale quindi è quello di disincentivare l’utilizzo dell’auto privata.

Ce la farà Roma a risolvere il problema del traffico entro l’8 dicembre 2024, quando il papa aprirà la Porta Santa per il Giubileo? Chi vivrà vedrà!

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