Richiedenti asilo imparano a coltivare

Maramao è un progetto che nasce come start up per poi trasformarsi in un’impresa agricola sociale che coltiva i terreni in modo biologico dando l’opportunità a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, di avvicinarsi al mondo dell'agricoltura

I “Maramao”, così sono chiamati gli immigrati in piemontese, non un termine dispregiativo ma un modo di dire utilizzato per identificare, fin dal passato, gli stranieri. E “Maramao” è anche il nome di una cooperativa sociale, nata tra le colline di Canelli e Calamandrana in provincia di Asti, che coltiva i terreni in modo biologico, dando un lavoro ai richiedenti asilo della zona.

Tutto inizia nel 2014, quando alla cooperativa CrescereInsieme viene l’idea di coinvolgere i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale ospiti dei progetti SPRAR della provincia di Alessandria, nella realizzazione di un’impresa agricola sociale. Così, grazie all’aiuto di privati che hanno concesso terreni in comodato gratuito o li hanno affittati per pochi euro, è iniziata l’esperienza di un piccolo gruppo di richiedenti asilo, che guidati da agricoltori più esperti, hanno imparato a lavorare la terra recuperando ettari di frutteti e vigneti.

Dopo un primo momento di affiancamento i ragazzi coinvolti hanno appreso le tecniche di agricoltura biologica arrivando a produrre: ortaggi, cereali, nocciole, marmellate, succhi di frutta, pane e vino. Così, dal 2016 la Start Up è diventata una vera e propria Società Cooperativa Agricola Sociale, formata da cittadini del mondo, italiani e non. Il vicepresidente è Mamadou Ndiaye, rifugiato politico nato in Senegal, arrivato in Italia nel 2013 alla ricerca di un futuro e uno tra i primi ad aver iniziato a lavorare nella cooperativa.

L’obiettivo è quello di migliorare la qualità della produzione agricola, con attenzione al territorio e alle tecniche colturali, valorizzando i prodotti locali. Ma a rendere la cooperativa speciale è l’attività di formazione e integrazione nei confronti dei soggetti più svantaggiati. Qui i richiedenti asilo, arrivati da poco in Italia, possono imparare un mestiere attraverso tirocini per essere poi inseriti nel mondo del lavoro. I ragazzi condividono storie e responsabilità, si sentono coinvolti nella vita della comunità e percepiscono uno stipendio, fondamentale per essere indipendenti.

Inizialmente per la vendita dei prodotti la cooperativa si è appoggiata a gruppi d’acquisto ma da maggio 2017 è nata anche la bottega Maramao dove è possibile acquistare i prodotti della terra e conoscere personalmente i ragazzi coinvolti. Così, in un momento in cui le aziende agricole italiane si trovano in difficoltà, l’agricoltura diventa un’opportunità di integrazione, capace di creare un futuro concreto per i giovani immigrati arrivati nel nostro Paese per crearsi una nuova vita.

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