Rapsodia per un anziano

Nel suo ultimo lavoro Il mondo di Mr Peters,Arthur Miller fa i conti con il sopraggiungere della vecchiaia. Tra sogno e realtà, il drammaturgo americano, coniugando ironia e lirismo, si interroga sulla vita e sulla morte. Sono riflessioni ad alta voce di un anziano ex pilota,con personaggi che si materializzano come proiezioni della sua mente. Lo spazio di un nightclub in disuso, che l’anziano vorrebbe comprare, è il pretesto per scendere in una sorta di limbo dove incontrare le presenze importanti della sua vita, inseguendo – tra ricordi, fantasie, rimpianti -,desideri di bellezza femminile, di affetti familiari.Un bilancio dell’esistenza alla ricerca di un legame e di un senso, espresso in quel chiedersi insistente “Qual è il soggetto?”. Domanda a cui non sa trovare risposta. Non del tutto convincente, il linguaggio dellacommedia, allestita da Enrico Maria Lamanna, oscilla tra il quotidiano – con descrizioni superficiali – e il filosofico, tradendo, nei passaggi più riflessivi, la preoccupazione dell’autore di fronte alla morte, se non si crede nella resurrezione: manifestazione di un desiderio di eternità. La messinscena – giocata come una rapsodia su brani jazz e sull’effetto di luci colorate tra quinte trasparenti – ha per protagonista Giorgio Albertazzi, immedesimato con naturalezza senile ma costretto anche a riempire – con continui spostamenti da un pianoforte a un contrabbasso a una tromba – una quasi assenza di regia.Tra gli altri protagonisti Stefano Lescovelli ed Erica Blanc. All’Argentina di Roma.

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