Il primo villaggio per i senzatetto

In Scozia il progetto è finanziato dal Social Bite, un caffè/ristorante che dà lavoro a chi è senza una casa, distribuisce pasti e bevande calde e ora pensa anche a un luogo dove chi è senza fissa dimora può stabilizzarsi per un periodo

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Non una semplice caffetteria, Social Bite, diffuso in tutta la Scozia, è una catena di caffè che pensa prima di tutto ad aiutare ed integrare nella società i senzatetto del paese. Ogni anno vengono distribuiti oltre 100 mila pasti e bevande calde, inoltre nel locale i clienti possono lasciar pagato un pasto per i senzatetto che entrano e si vogliono sedere.

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Accanto a Social Bite si sono schierate diverse realtà sensibili al problema, grazie alla Joint Venture con il ristorante Home by Maison Bleue, ad esempio, ogni lunedì pomeriggio e sera viene servita la cena. Gli ospiti possono sedersi come in un normale ristorante senza dover cercare in strada o tra gli scarti qualcosa da mangiare.

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Ma la mission di Social Bite è principalmente la reintegrazione nella società delle persone più vulnerabili, per questo tra i dipendenti ci sono anche alcuni senza fissa dimora. «Il lavoro può trasformare la vita delle persone – si legge sul sito di presentazione –. Per i senzatetto avere un lavoro sembra un sogno irrealizzabile», in questo modo si dà loro la possibilità di intraprendere un percorso di formazione, avere uno stipendio per poter badare a se stessi e alla propria famiglia e ricostruirsi un futuro.

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Il progetto più grande per ora è la realizzazione di un quartiere con case confortevoli che possono essere utilizzate come soluzioni temporanee ed accogliere le persone più vulnerabili. Grazie alla partnership con Wheatley Group e Edindex, si sta lavorando alla realizzazione di un villaggio capace di ospitare oltre 500 persone. Ma l’accoglienza è solo l’inizio, sono infatti previsti anche corsi di formazione e alla fine della permanenza gli ospiti vengono aiutati sia nella ricerca di un’abitazione definitiva sia nella ricerca di un lavoro o nell’apertura di un conto in banca. Dalla strada si passa quindi a un alloggio vero e proprio: il progetto prevede infatti una serie di casette a schiera, con camera, cucina e bagno, per ridare dignità alle persone ed aiutare anche i cittadini ad avvicinarsi a questa realtà.

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