Polemiche su “Aperitivo con lo stalker”

Un monologo di Davide Stasi, blogger e scrittore, sostiene la teoria molto controversa secondo la quale le leggi sullo stalking sarebbero state «sostanzialmente create solo per rispondere a una pressione proveniente dalla cronaca».  Il patrocinio del Comune di Genova e del Municipio di Levante e le proteste delle associazioni.

Tiene banco orma da giorni nella comunità genovese, l’evento che ha ottenuto il patrocinio del Municipio Levante dal titolo: “Aperitivo con lo Stalker” in programma al Castello di Nervi sulla passeggiata Anita Garibaldi. «Ha scatenato un vespaio, ed è giusto che sia così, perché a rimetterci siamo sempre noi. È giusto reagire». La signora di mezza età non usa mezzi termini contro l’amministrazione: «Queste sono le aperture culturali che propongono i nostri politici. Bella roba». Si tratta di fatto di un monologo di Davide Stasi, blogger e scrittore che attraverso le sue pubblicazioni e i suoi social sostiene la teoria molto controversa secondo la quale le leggi sullo stalking sarebbero state «sostanzialmente create solo per rispondere a una pressione proveniente dalla cronaca, dalle rappresentazioni mediatiche, dalla necessità di acquisire consenso politico ed elettorale e dall’esigenza di alimentare un ricco business legato alle cause di separazione e ai centri antiviolenza». Questione di punti di vista: ma neanche troppo.

Le donne raggruppate nell’Associazione “Non Una di Meno”, attiva con la sezione genovese sulle tematiche relative alla violenza contro le donne, non la pensano proprio così. Quello che doveva essere un incontro con uno dei tanti blogger e scrittori, per una serata di spettacolo e cultura rischia di dividere in maniera brutale la città.

Aperitivo con lo stalker. Come incastrare un uomo a norma di legge. Tre spiragli: visioni alternative su uomini e donne”. È un incontro sulla cui locandina appaiono diversi loghi, tra cui quelli della Lega degli uomini d’Italia e dei Papà separati in Liguria, ma soprattutto quelli del Comune di Genova e del Municipio di Levante. Un patrocinio, con conseguente supporto finanziario, che non è passato inosservato soprattutto alla rete, che ha subito chiesto conto alle due giunte, guidate rispettivamente da Marco Bucci (indipendente di centrodestra) e Francesco Carleo, di Fratelli d’Italia, già denunciato in procura dal Movimento 5 stelle per i suoi post inneggianti al fascismo e per questo indagato per apologia di fascismo. Contro queste prese di posizione si è schierato anche lo stesso blogger che, via social, ha annunciato il suo “No al bavaglio”.

«L’armata rosa-arcobaleno – dichiara Davide Stasi – sempre pronta contro le discriminazioni è già sul piede di guerra per impedirmi di tenere il mio incontro. Due parole chiare: quant’anche riusciste a forzare la mano al Comune di Genova e al Municipio Levante, io sarò là, dove previsto e terrò comunque il mio incontro. Piuttosto tengo l’intervento in passeggiata. Dovrete zittirmi fisicamente (sempre se ci riuscite). Secondo: chi la pensa diversamente è invitato e benvenuto. Soprattutto loro sono invitati. Io non ho paura di confrontarmi. Dopo il mio intervento ci sarà un dibattito aperto, franco e democratico. In quella sede chi la pensa diversamente potrà esprimersi».

L’associazione “Non Una di Meno” ha attaccato il Municipio spiegando: «Ogni giorno assistiamo impotenti ad un ennesimo caso di femminicidio. La violenza di genere è faticosamente combattuta, arginata, considerata un reale problema dalle istituzioni. Ma esiste ed è dilagante. E quindi il Comune di Genova che fa? Al Municipio Levante patrocina e finanzia un ciclo di tre eventi il primo dei quali presentazione del libro “Aperitivo con lo stalker” che teorizza come sia in atto una strategia per delegittimare il ruolo del maschio nella società nonché la naturale armonia tra uomini e donne. Strategia ovviamente portata avanti da gruppi femministi che demonizzano le relazioni e gli uomini. Già il titolo, che forse vorrebbe essere ironico chiarisce la volontà di minimizzare o negare la violenza maschile incuranti di come il reato di stalking renda la vita impossibile a molte donne e spesso la metta rischio».

L’associazione si rivolge poi direttamente al sindaco di Genova, sottolinenando:  «Quante sono le donne uccise dai loro stalker? Vogliamo negare questa realtà? Nel nostro Paese ogni due giorni viene uccisa una donna e purtroppo anche il linguaggio e la cultura son ben distanti da una presa di coscienza di come la violenza maschile sia fenomeno strutturale della nostra società. Lo stesso Sindaco che si oppose al patrocinio degli eventi legati al Pride non esita a sostenere economicamente una simile presentazione. Signor Sindaco questa iniziativa non è forse divisiva? È su questi presupposti che l’amministrazione andrà a costruire politiche sociali a sostegno delle donne nei loro percorsi di uscita da relazioni violente? Non smetteremo di prendere parola contro la violenza maschile sulle donne, le posizioni di questo libro sono misogine e pericolose».

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