Padova premia i talenti italiani

Al Teatro Verdi un grande Gala con nomi illustri e interpreti “stellati” del panorama coreografico internazionale ai quali è stato consegnato il “Premio Nazionale Sfera D’Oro per la Danza” alla sua prima edizione

Alla sua prima edizione il “Premio Nazionale Sfera D’Oro per la Danza”, ideato da Gabriella Furlan Malvezzi nell’ambito della sedicesima edizione del festival “Lasciateci sognare”, ha già segnato un rilevante e prestigioso appuntamento nel panorama coreutico internazionale. La sua particolarità consiste nel segnalare e premiare il talento dei tanti danzatori italiani – scelti da una giuria di giornalisti e critici – impegnati in importanti compagnie e teatri in Italia e nel mondo. La bravura si è vista durante la loro performance nella serata di gala, svoltasi al Teatro Verdi di Padova il 28 settembre, nell’eseguire brevi coreografie del repertorio classico e contemporaneo, firmate, fra gli altri, da Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot, Marius Petipa, Gil Roman, Marie Chouinard, Angelin Prejlocaj Gianluca Schiavoni, Leonid Jacobson, Diego Tortelli.

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Ed è stato un bel colpo d’occhio vedere riuniti e alternarsi sullo stesso palcoscenico ben 16 interpreti d’indiscutibile caratura, a conferma dell’eccellenza della nostra danza nel mondo. La giuria, composta da Alfio Agostini, Anna Cremonini, Valeria Crippa, Marinella Guatterini, Roger Salas, Sergio Trombetta, Laura Valente, ha premiato: Alessio Carbone, primo ballerino dell’Opéra di Parigi; Valentine Colasante, Étoile dell’Opéra di Parigi; Valentino Zucchetti, primo solista del Royal Ballet di Londra; Alvaro Dule, danzatore solista Balletto dell’Opera Nazionale di Lione; Nicola Del Freo, solista del Teatro alla Scala di Milano; Virna Toppi, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer del Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera; Valeria Galluccio, interprete della Compagnia Marie Chouinard di Montreal; Silvia Azzoni, prima ballerina dell’Hamburg Ballet; Simone Tribuna, solista dei Ballets de Monte-Carlo; Martina Forioso, solista di Aterballetto; Rebecca Storani, danzatrice di Het Nationale Ballet; Sasha Riva, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève; Mattia Russo e Antonio De Rosa, direttori artistici della Compagnia Kor’sia di Madrid; Vito Pansini, danzatore del Béjart Ballet Lausanne; Nicola Galli, coreografo Nicola Galli Performing Arts; Luciano Ariel Lanza, danzatore Compagnia Mk. Consegnato anche il ‘Premio alla Carriera’, giunto alla settima edizione, a Giuseppe Carbone, danzatore, docente, direttore e figura di riferimento a livello internazionale per la danza nel nostro Paese.

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La serata è stata preceduta da un omaggio a Merce Cunningham – di cui si celebrano i 100 anni dalla nascita e i 10 dalla scomparsa – con 4 giovanissimi danzatori del Conservatorio di Danza di Parigi diretto da Cédric Andrieux che hanno eseguito il brano Mini-Event. Tra le coreografie presentate l’emozionante passo a due da Le Parc di Preljocaj con Alessio Carbone e Valentine Colasante ad interpretare la celebre scena del bacio, girando e sospesa in aria, sul celebre Adagio n.23 per piano di Mozart; Ossein, coreografia su musica di Bach, di Wayne McGregor: un brano di grande raffinatezza tecnica ed elasticità, ben adatto al movimento fluido e netto di Alvaro Dule che taglia lo spazio con sciabolate di braccia e gambe. Solo femme en silence, tratto da Le cri du monde di Marie Chouinard, vede in scena la napoletana Valeria Galluccio, da 8 anni nelle fila della compagnia della coreografa canadese, in un assolo muscolare, creatura scossa da movimenti istintuali attraverso i quali Chouinard osserva la morfologia dei corpi costruendo un’architettura fortemente evocativa di uno stadio primordiale che dall’oscurità emerge alla luce.

Vestris, assolo di 7 minuti del russo Leonid Jacobson, genio poco conosciuto della coreografia del Novecento, creato nel 1967 appositamente per un esordiente Mikhail Baryshnikov che vinse il concorso di Mosca e lo portò in America, è un brano di virtuosismo espressivo sulla musica di Gennedi Banchikov, un cameo di pura danza in stile barocco, molto mimico. Ad interpretarlo è stato Valentino Zucchetti, con parrucca bianca, costume di raso, le mani fiorenti e il viso mobile, che esprime con il suo grottesco classicismo una divertente gamma di gesti teatrali e situazioni di ballo di corte.

Sasha Riva, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève, anche coreografo, ha presentato una sua creazione dal titolo End of Eternity in coppia con Silvia Azzoni, musa di John Neumeier dell’Hamburg Ballet. Nel duetto egli è un giovane che riflette sull’addio alla vita immaginando se stesso nella vecchiaia. L’incontro faccia a faccia con “l’Eternità”, a cui pone domande sul dopo la morte, gli fa rivivere molti ricordi. Sulla musica di Philip Glass, Riva e Azzoni creano una simbiosi fisica e spirituale con gesti ampi delle braccia e delle gambe, con le mani che palpitano, toccano, aprono a immagini di un racconto dell’anima. L’intenso duetto vibra di dettagli gestuali ed espressioni del viso che rivelano diversi sentimenti – gioia, sofferenza, smarrimento, dubbio, rabbia – espressi con movimenti fluidi o netti, veloci o pacati, fino a diventare speculari. Lei, dall’impalpabile etereo librarsi, diventa l’ombra di lui, lui di lei: un’identificazione che li fa essere un tutt’uno, entrambi immortali e umani contemporaneamente, alla ricerca di un altro mondo. Ad accompagnare i premiati in alcuni duetti delle coreografie, anche Gabriel Arenas Ruiz danzatore del Bèjart Ballet Lausanne, Erica Meucci di Mk, Saul Daniele Ardillo solista di Aterballetto, Victoria Ananyan principal dancer dei Ballets de Monte-Carlo, Cristiano Principato danzatore di Het Nationale Ballet. Una serata, dunque, di prestigiosa danza internazionale che ci si augura possa proseguire con la seconda edizione del Premio.

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