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Non abbiate paura, ripete ancora Wojtyla

I giovani delle Gmg passeranno a centinaia di migliaia per un luogo in cui Giovanni Paolo II rivive nella sua straordinaria esistenza. Perché la loro festa non può non essere segnata dalla figura di colui che “inventò” le Giornate  
Santuario Giovanni Paolo II © Michele Zanzucchi 2016

La notizia più emozionante nella visita al santuario di Giovanni Paolo II, proprio dinanzi alla “astronave” di suo Faustina Kowalska sulla collina Łagiewniki è quella di sapere che proprio in questi sito sorgeva il complesso industriale della Solvay, dove il giovane Wojtyła aveva lavorato per alcuni anni. Fino al 1990, qui si è lavorato la soda, come testimoniano delle fasce di terreno bianche di pietra sodica che verranno preservate nella furia costruttrice che pare aver colpito coloro che sio occupano di questo santuario fermamente voluto dal card. Dziwisz.


Rifletto su tutto ciò dall'alto della torre campanaria di 63 metri di altezza dove ci ha condotto padre Artur Chłopek, un prete diocesano che da dieci anni svolge la sua missione nel santuario in quanto responsabile della pastorale e dell'accoglienza. Il complesso, oepra dell'architetto Andrzej Míkulskí impressiona: al centro campeggia il santuario propriamente detto – composto da una cripta e da una basilica superiore –, attorno al quale sono stati eretti degli imponenti edifici che servono per l'alloggio dei preti, per i loro uffici, per l'ospitalità, per vari centri culturali e attività congressuali ed espositive. E qui verrà ospitato il «vero museo di Giovanni Paolo II», che dovrebbe seguire l'itinerario dell'amicizia tra il papa polacco e un suo amico ebreo. Il museo verrà istallato in un edificio identificato dalla grande scritta Fides, nentre Caritas ospita preti e servizi caritativi e Veritas tutto il resto. Manca Spes, ma chissà, lo spazio per edificarlo ci sarebbe sulla collina!


La visita alla basilica inferiore è rapida e un po' rocambolesca, perché i locali sono occupati da centinaia di bambini e bambine che hanno ricevuto recentemente la prima comunione e che, come tradizione locale vuole, vengono a far benedire i loro vestitini bianchi nei principali santuari del Paese. Scorgo l'altare con l'ampolla di sangue di san Wojtyła, che Dziwisz s'era fatto donare dal Policlinico Gemelli; c'è un pastorale del papa, una casubola, croci e rosari, scarpe, medaglie e maglioni appartenuti al papa santo; c'è la lapide della prima tomba del papa polacco nelle grotte vaticane (e non pochi credono che sia la vera tomba di Giovanni Paolo II); c'è il Vangelo d'argento voluto dal cardinale, che ricorda quello posto sulla sua bara durante il funerale e chiusosi per il vento che spirava, con incastonata una goccia del suo sangue (ne esistono tre versioni, qui al Wawel e all'episcopio).


Mentre la chiesa inferiore è stata consacrata nel 2011, quella superiore ancora non lo è stata. Qui sperano che lo faccia papa Bergoglio nel suo prossimo tour di luglio, ma non c'è ancora hulla di deciso. La chiesa è imponente ed è totalmente ricoperta di mosaici realizzati dall'artista gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, colui che, accanto all'appartamento papale, già aveva decorato la cappella Redemptoris Mater. Una profusione di materiali ricercati. Giovanni Paolo II è rappresentato in tre mosaici, il più significativo dei quali lo vede raffigurato con una famiglia e la bandiera polacca. I mosaici appaiono enormi cascate di pietre colorate in tonalità pastello che solo qua e là s'infiammano e s'incupiscono. Rupnik ha la sua miglior dote nella scelta dei materiali e nell'associazione dei colori, un po' meno nella rappresentazione figurativa. Sulle pareti si scorgono episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento, la traversata del Mar Rosso, la Pentecoste, la Passione. E in una cappella ecco l'abito usato dal papa quel giorno dell'attentato che ricordava Fatima, il 13 maggio, macchiato di sangue e peforato dalle pallottole. E c'è pure una raffigurazione della Morenita.


Nel quadro delle Giornate mondiali della gioventù di Cracovia, qui dovrebbe tenersi la messa del papa con i sacerdoti. Per i giovani, invece, sono state approntate delle visite specifiche guidate, abbastanza rapide per permettere il passaggio di quanti più giovani possibili.

 

Per maggiori informazioni, digitare: www. polonia.travel/it


 

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