Neuroni giganti e coscienza

Scoperti tre neuroni di eccezionale lunghezza che circondano il cervello del topo. Il dibattito, sempre vivo, su una possibile spiegazione fisica della coscienza umana
Ricostruzione del neurone che circonda il cervello (Allen Institute for Brain Science)

La coscienza è stata definita in molti modi nel corso della storia: secondo wikipedia è la consapevolezza che la persona ha di sé e dei propri contenuti mentali. Potremmo anche dire che è la consapevolezza del proprio esistere, del proprio posto nel mondo.

Dai tempi di Cartesio si discute sulla dualità tra cervello (inteso come descrizione quantitativa oggettiva del mondo) e mente (come le caratteristiche del mondo appaiono in modo soggettivo alla percezione umana). Cartesio, campione del dualismo, pensava che ci dovesse essere un luogo in cui la parte pensante dell’uomo (l’anima) potesse entrare in contatto con il corpo materiale (il cervello) per poter “esercitare le sue funzioni”. Aveva ipotizzato che questo luogo fosse la ghiandola pineale, nel centro del cervello umano.

Nei secoli successivi questa ipotesi è stata criticata ed abbandonata per molti motivi, non ultima la tendenza, insopprimibile, ad una visione unificata del mondo. Oggi per la verità, più che ad una visione integrata, si tende semplicemente a ridurre tutto il mentale alla visione fisica e materialistica, anche se non mancano voci critiche (vedi il filosofo Thomas Nagel nel suo recente libro Mente e cosmo). Il dibattito comunque non si è mai arrestato e potrebbe essere rinvigorito dall’ultima scoperta in campo neurologico.

Ricercatori dell’Allen Institute for Brain Science di Seattle hanno infatti messo a punto una tecnica innovativa per seguire nel cervello il percorso dei singoli neuroni. Grazie a questa tecnica hanno scoperto che da un piccolo gruppo di cellule (claustrum), posto in profondità nel cervello (di uomini e topi), partono tre neuroni di eccezionale lunghezza, che circondano tutta la circonferenza della testa, come una corona. Questi neuroni mettono in collegamento la maggior parte delle aree cerebrali, integrando informazioni e permettendo quindi, forse, un’attività e una percezione unitaria di sè (almeno nell’uomo).

La tentazione di dedurne che il claustrum potrebbe essere il luogo (unico) dove vengono coordinate le attività del cervello, quindi il luogo fisico dove cercare la coscienza (o come dicono gli scienziati “il correlato neurale della coscienza”), è stata irresistibile. Forse è ancora presto per gridare alla scoperta sensazionale, ma certo che l’interesse è notevole.

Vedremo nei prossimi mesi col proseguire delle ricerche, anche se il processo che chiamiamo coscienza è talmente complesso e “soggettivo” che sembra sfidare una qualsiasi spiegazione scientifica. Personalmente credo che l’uomo sia qualcosa di più del suo cervello, per cui la scoperta dei neuroni giganti è un tassello importante, ma non basta per chiudere il dibattito su mente, corpo, anima e coscienza. Un dibattito che probabilmente durerà fin quando durerà l’uomo.

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