Nei giorni scorsi si sono verificate nella città di Nanyuki, in Kenya, forti tensioni e proteste. A Laikipia Air Base, base militare dell’aeronautica keniana vicino a Nanyuki, sarebbe in costruzione un centro di quarantena destinato ai cittadini americani che sono entrati in contatto con il virus. La popolazione non ci sta: casi di Ebola nel Paese non sono ancora stati registrati, e quindi la preoccupazione principale dei cittadini è che il virus possa diffondersi dal centro alle aree circostanti qualora venissero ospitate persone infette.
Le foto mostrano alcuni momenti delle violente proteste. Secondo quanto riportato da ANSA già la settimana scorsa erano avvenute delle manifestazioni, durante le quali ci sono stati 2 morti. La Corte del Kenya aveva sospeso l’accordo con gli USA per la costruzione del centro, ma, nonostante questo, Nairobi ha deciso di proseguire con il progetto. Questa decisione non è passata inosservata dai cittadini, che sono scesi nuovamente in piazza.
Il 16 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato che l’epidemia di malattia da virus Ebola causata dal ceppo Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Pur non essendoci casi confermati di Ebola in Kenya, il paese è classificato come a rischio. Sul sito viaggiaresicuri.it viene comunicato ai viaggiatori in arrivo in Kenya, in particolare quelli provenienti dall’Uganda e dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), che potrebbero essere sottoposti a misure di screening sanitario rafforzate, a causa dell’attuale epidemia di Ebola che ha colpito la RDC.
Foto ANSA.
