«Mentre proseguono gli attacchi e le minacce incrociate con l’Iran, il presidente Trump ha approvato un accordo di 30 anni per lo sviluppo di un programma nucleare in Arabia Saudita. Un’intesa che vede in prima fila le aziende americane e che apre la strada anche all’uranio arricchito». La notizia riportata dall’Ansa e dalle principali agenzie di stampa è la conferma ulteriore dell’asse strategico degli Usa e i suoi alleati con la monarchia saudita. Una collaborazione a tutto campo che passa anche per il mondo dello sport con i mondiali di calcio del 2034 che sono stati già assegnati all’Arabia Saudita.
L’opposizione democratica al Congresso Usa si è fatta sentire come riporta sempre l’Ansa citando il deputato democratico Brad Sherman: «Un presidente disposto ad andare in guerra” contro l’Iran “per prevenire la proliferazione nucleare in Medio Oriente, non dovrebbe facilitarla solo perché le aziende americane hanno da guadagnarci». Ma il dissenso non sarà tale, secondo le fonti, a mandare in fumo il progetto che punta a fare aderire Riad ai cosiddetti accordi di Abramo con Israele.
L’Italia ha stretti rapporti con l’Arabia Saudita confermati dall’accordo da 10 miliardi di euro nel settore della Difesa e dell’energia nel gennaio 2025, mentre nel maggio 2023 è stato rimosso il divieto di esportazione di missili e bombe verso il governo saudita implicato nella guerra interna allo Yemen. Bin Salman potrebbe rivelarsi un nuovo alleato nel dispendioso progetto del caccia di sesta generazione Gcap che vede alleati finora l’Italia con Regni Unito e Giappone.
La decisione di Trump incontra la forte contrarietà dei settori vicini alle ragioni di Israele che considera una minaccia inammissibile la perdita dell’esclusività nel possesso dell’arma nucleare in Medio Oriente, anche se è noto il forte legame tra Arabia Saudita e la programmazione nucleare del Pakistan.
