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Falsi allarmi bombe per scuole e aerei. Ma a Roma i negozi esplodono davvero

di Sara Fornaro

Sara Fornaro

Mentre continua in tutta Europa il caos aereo provocato da decine di falsi allarme bomba, nell’area Est di Roma da giugno sono esplose una ventina di bombe. La paura dei cittadini

Allarmi bomba sui voli europei: solo oggi ci sono stati una ventina di segnalazioni via mail, che hanno costretto gli aerei interessati ad atterraggi di emergenza e i jet dell’aeronautica italiana ad alzarsi in volo per scortarli. Per il ministro della Difesa Guido Crosetto: “C’è qualcuno che ha interesse ad alimentare le tensioni”. Per il commissario dell’Unione europea ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas: “Qualsiasi minaccia contro i civili è inaccettabile e la sicurezza dei cittadini resta una priorità”.

Nervi saldi: non bisogna cedere alla strategia della paura

L’imperativo dei governi è di mantenere la calma. I mittenti delle mail sarebbero i “combattenti dello Stato maschile“, nome che rimanderebbe ad un’organizzazione estremista russa, bandita anche dal loro Paese. Sui veri mittenti, comunque, stanno indagando le procure.

Altri allarmi bomba, nei giorni scorsi, hanno interessato anche quasi 300 scuole a livello nazionale: in molti casi, i dirigenti scolastici hanno preferito evacuare gli istituti, rimandando a casa studenti e docenti, per poter consentire i dovuti controlli. Fortunatamente, gli avvertimenti si sono rivelati falsi. Segnalazioni simili si sono, comunque, succedute per tutto l’anno. Nei mesi scorsi erano infatti arrivati allarmi bomba per Largo Chigi, per la sede di via della Scrofa di Fratelli d’Italia, per l’Altare della patria e altre zone sensibili del Paese.

Nei giorni scorsi c’è stato anche l’hackeraggio dei sistemi di refrigerazione di alcuni supermercati, con danni in vari Paesi europei. Gli attacchi hanno provocato l’innalzamento delle temperature nei frigoriferi e nei congelatori fino a 50 gradi, con lo scongelamento del cibo che vi era contenuto e ingenti danni ai negozi. Colpita anche l’Italia, con attacchi a supermercati di diverse regioni: dalla Sicilia al Lazio, dall’Emilia Romagna alla Toscana, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, alla Sardegna… Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’hackeraggio è frutto di una “iniziativa coordinata a livello europeo”. In Francia, ieri, è stato attaccato anche l’Ente francese per il sangue. Gli hacker hanno provato a riprogrammare i termostati di tre depositi regionali in cui sono conservate le sacche di sangue per le emergenze. Per fortuna, l’attacco è stato sventato.

Dopo gli ultimi hackeraggi, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale italiana mercoledì 4 novembreo ha diramato un bollettino in cui, oltre a sollecitare misure di sicurezza e prevenzione, ha richiamato “i soggetti nazionali alla corretta gestione di tutti i dispositivi connessi e delle relative interfacce di amministrazione e monitoraggio (es. controller scada, impianti di condizionamento, impianti idrici, impianti di generazione di energia, videosorveglianza, etc), in particolare quando a supporto di processi industriali”. Insomma, come hanno spiegato da Palazzo Chigi, “permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti”. Del resto, gli attacchi ibridi sono una realtà con cui convivere, anche se sono complicati da prevenire ed è difficile identificarne gli autori. Proprio sulle strategie di difesa si stanno addestrando, in questi mesi, le forze armate italiane e della Nato, con il coordinamento del Comando operativo di vertice interforze (COVI).

Gli attacchi hacker possono riguardare anche il settore bancario, come spiegato oggi dal direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), Andrea Quacivi, alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo. “La posta elettronica – ha spiegato – è stato il canale privilegiato degli attacchi cyber a banche e assicurazioni negli ultimi nove mesi, seguita dall’utilizzo di credenziali precedentemente sottratte e dallo sfruttamento di vulnerabilità”.

Finora, ha aggiunto Quacivi, gli attacchi hacker rilevati dal CSIRT (Computer Security Incident Response Team dell’ACN) a carico di soggetti dei settori bancari “sono stati 168 (137 bancario, 31 assicurativo), circa quindici al mese. Nel bancario due terzi degli eventi (64%) sono riconducibili alla criminalità informatica, un terzo (32%) a gruppi hacktivisti e il 4% a soggetti interni; nell’assicurativo prevale nettamente la matrice hacktivista (83%), con eventi costituiti quasi interamente da attacchi DDoS e un impatto confermato in meno di un caso su dieci”.

Torna utile a questo punto il suggerimento del generale Giovanni Iannucci, comandante del COVI, di fare delle scorte di beni essenziali in casa, come del resto già chiesto dall’Unione europea dal marzo 2025. Indicazione ribadite nei giorni scorsi dalla commissaria europea per la Gestione delle crisi Hadja Lahbib.

Bombe nei negozi di Roma: è allarme nella Capitale

Se, per fortuna, gli allarmi bomba su aerei e scuole si sono rivelati falsi, non è avvenuto lo stesso nella città di Roma. Dallo scorso mese di giugno sono già state fatte esplodere una ventina di bombe ai danni di esercizi commerciali e portoni di palazzi, soprattutto nell’area est del territorio. Le ultime due bombe sono esplose nei giorni scorsi. Tanti i quartieri interessati: da Torre Gaia a  Torre Maura, dall’Alessandrino a Casetta Mattei, da Centocelle a Cinecittà, dal Tuscolano a San Basilio.

Tra le ipotesi formulate dalle forze dell’ordine, potrebbe esserci in atto una lotta tra organizzazioni malavitose per la conquista del territorio cittadino ai fini dello spaccio e delle estorsioni. Presentate anche delle interrogazioni parlamentari da parte di esponenti del M5S e del Pd al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affinché riferisca in aula.

Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno invece attaccato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ritenendolo “inerme sulla sicurezza” e incapace di assicurare il controllo della città. Appare evidente che siamo entrati in pieno dibattito elettorale: a Roma, infatti, si voterà il prossimo anno. A livello informativo, comunque, è utile ricordare che l’ordine pubblico di una città è competenza del Ministero dell’Interno e dei suoi organi: Prefettura, Questura, forze dell’ordine. Ai sindaci spetta il solo coordinamento della polizia locale.

Stupisce tuttavia che le bombe scoppiate a Roma non entrino nel dibattito pubblico e non abbiano ancora portato a misure concrete di intervento, quando sono bastate alcune vetrine rotte a Milano, nel corso delle manifestazioni studentesche, per portare ad un immediato decreto del governo. I cittadini dei quartieri interessati dalle esplosioni sono molto preoccupati e hanno organizzato manifestazioni e presidi per sensibilizzare le istituzioni e chiedere un intervento per garantire la sicurezza della popolazione.

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