Dopo giorni di pioggia incessante, la notte tra il 3 e il 4 novembre 1966, una massa di 230 milioni di metri cubi d’acqua e 600 mila tonnellate di fango sommerse la città di Firenze. In alcuni quartieri centrali il livello dell’acqua raggiuse quasi i 5 metri provocando 36 vittime accertate.
Ma a quell’evento eccezionale rispose la solidarietà di migliaia di giovani giunti da tutto il mondo, alcuni di loro minorenni, senza un’evidente organizzazione centrale ma come espressione di un’intera generazione che aiutò a salvare la meravigliosa città, patrimonio dell’umanità intera.
Furono chiamati gli “angeli del fango“, protagonisti di una vittoria senza nemici a poco più di 20 anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
Come poi ha scritto l’allora sindaco di Firenze, Piero Bargellini, ricordando quei giorni: «Chi li mandava? Chi li aveva guidati? Non avevano tessere, non avevano scritte sulle magliette. Erano venuti da sé, per una misteriosa e meravigliosa parola d’ordine che era scattata nel cuore di ciascuno.»
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