I Paesi rappresentati alla Maratona di New York dello scorso 1 novembre sono stati i160 e l’Italia si è piazzata al secondo posto come numero di partecipanti, ovviamente dopo gli Stati Uniti. Al secondo posto sul podio è arrivato anche il nostro Yeman Crippa, fondista trentino, dopo lo svedese Andreas Almgren. Per le donne, invece, è salita sul podio la keniana Sheila Chepkirui, che ha vinto per la seconda volta dopo il trionfo del 2024. Ha sfiancato sul finale la connazionale Hellen Obiri, che a sua volta aveva vinto nel 2023 e nel 2025. Tutti i corridori iscritti alla maratona coprono la stessa distanza, anche se ciascuno insegue un proprio obiettivo e un suo ritmo personale.
I primi 50 anni della Maratona
È stato registrato un numero record di partecipanti per il 50esimo anniversario dello storico percorso che attraversa i 5 distretti della Grande mela (Staten Island, Brooklyn, Queens, il Bronx e Manhattan, per concludersi a Central Park), corso per la prima volta nel 1976, per il bicentenario degli Stati Uniti (anche se la primissima edizione assoluta è stata nel 1970, ideata da Fred Lebow e Vincent Chiappetta, e consisteva in quattro giri dentro Central Park). Nel 1970 erano 127 gli iscritti ma solo 55 arrivarono al traguardo, l’unica donna in gara abbandonò per malattia. L’iscrizione all’epoca costava un solo dollaro, oggi ne servono almeno 315-350 solo per ottenere il pettorale. Ma per gli atleti internazionali, non residenti negli Stati Uniti, va aggiunto il costo del pacchetto di viaggio completo offerto dai tour operator ufficiali, che è poi l’unico modo per assicurarsi anche il pettorale. La maratona non è nata come una corsa di beneficenza, si è trasformata nel tempo in un evento per raccogliere soldi e oggi coinvolge numerosi enti benefici e programmi ufficiali. Addirittura, se si corre per un ente di beneficenza, l’iscrizione è garantita.
La classifica delle maratone
La storica maratona da 42 km, che si corre a New York la prima domenica di novembre, si attesta come la più famosa e partecipata al mondo, anche se resta la seconda più grande al mondo dopo Londra, la più “finisher” di sempre, ossia con più partecipanti che hanno raggiunto il traguardo. Secondo questa speciale classifica dei “finisher”, la 42 km di Parigi scende al terzo posto. A New York, circa due milioni di spettatori sono radunati lungo il percorso per incitare i runner. Un’atmosfera che non ha paragoni in Europa o altrove. Solamente alla partenza non è possibile assistere, il Verrazzano Bridge non è accessibile al pubblico. Oggi è diventato un evento consigliato a prescindere che si sia o meno dei runner o appassionati di questo sport, è ormai un fenomeno di costume e di festa quartiere per quartiere. Il tifo per i corridori che sfilano viene naturale.
Qualche curiosità
Il montepremi in palio per il vincitore della gara è di centomila dollari, al secondo vanno 60 mila, al terzo 40 mila e via così. È stata trasmessa su Eurosport, ma è pure disponibile da rivedere su HBO Max, Discovery+, Dazn e Amazon Prime Video. A proposito delle scarpe da corsa, c’è stata una sfida tra Nike e Adidas su quali fossero le più leggere e tecnicamente all’avanguardia, anche perché cresce sempre più il numero di praticanti ed esperti di questo sport. Pare che questa partita l’abbia vinta la tedesca Adidas, che con l’Adizero Adios Pro Eva 3 non supera i 97 grammi di peso. Costano circa 500 euro ma sono utilizzabili per non oltre 80-160 chilometri, anche a seconda del peso dell’atleta, un bell’investimento insomma.
