Media

Bambini computer
Associazione spettatori e Università La Sapienza

Le malattie mediali

 

«La tutela dell’utente di audiovisivi – radio, tv, Internet, telefonia mobile, videogiochi, etc – non può non riguardare anche la “salute” delle persone, soprattutto i minori, che fanno un uso distorto e comunque eccessivo (o ossessivo) dei media». Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart – Associazione spettatori, spiega le ragioni del convegno dedicato alle malattie mediali, organizzato, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, il 26 maggio nello stesso ateneo romano. Un’occasione per «chiamare a consulto» professori universitari di alcune branche della medicina e riflettere sulle implicazioni per la salute di una fruizione scorretta dei media.

«Valutazioni – precisa Borgomeo – che hanno carattere scientifico, oggettivo, e che l’Aiart ha l’obbligo di divulgare per favorire comportamenti virtuosi». Ma quali sono questi rischi? «Stanchezza visiva, irritazione oculare, aumento dei fattori pro-infiammatori», spiega il prof. Luciano Cerulli, docente di oculistica a Tor Vergata, sono tra i fastidi più diffusi, che peggiorano con l’uso di lenti a contatto e per i germi sulle tastiere dei pc. Poi i rischi per la mente: «Tv, Internet e videogiochi fruiti dai bambini prima di andare a letto – spiega la prof.ssa Maria D’Alessio, psicologa a La Sapienza – causano disturbi del sonno, stanchezza diurna e un calo del 20 per cento delle performance di memoria. Ma anche la pubblicità ha effetti devastanti sui bambini dai 10 ai 13 anni, mettendoli a rischio di patologie alimentari». Seguono i disturbi ortopedici: «Dolori lombari e cervicali – ha detto il prof. Giuseppe Costanzo, ortopedico dell’Università La Sapienza –, specie nei giovani, possono trasformarsi in cifosi, scapole alate e collo proiettato in avanti. Gli adulti rischiano artrosi precoci e dolori alla colonna».

«Nessun allarmismo – conclude Borgomeo –, ma solo informazione scientifica che integra gli sforzi di tutela degli utenti, nel contesto di un quadro normativo carente e di una anomalia del sistema televisivo italiano, concentrato in un solo potere mediatico, economico e istituzionale».

 

INTERNET

Facebook, niente privacy

Per fronteggiare le ire degli utenti, vittime di una gestione troppo disinvolta dei dati personali, il fondatore di Facebook, Zuckerberg, annuncia maggiorati livelli di protezione della privacy, ma, a quanto pare, imbrigliare la Rete non è poi tanto facile. In barba a tutti i sistemi di protezione, esistono siti che consentono di sbirciare nei profili di gente sconosciuta. Come “Openbook”, nato per dimostrare le carenze nel controllo della privacy da parte di Facebook: difficilmente trova le informazioni che cercate, ma in compenso rende pubblici innumerevoli profili di persone che non conoscete, fra cui, è possibile, anche il vostro. Meglio tenerlo presente al momento di postare qualcosa in bacheca. 

 

PIAZZE VIRTUALI

Un Festival per le radio universitarie

Si è svolto a Perugia, a maggio, il Festival delle radio universitarie. La manifestazione ha radunato circa 300 redattori di 40 media universitari, che, fra tavole rotonde, workshop pratici, dirette radio in piazza e concerti, hanno parlato di partecipazione dal basso e guardato alla radio come strumento di lotta alla criminalità e “piazza virtuale” degli artisti emergenti.

 

TV

Al Jazira per la libertà d’informazione

L’emittente tv araba annuncia che a breve «tutti i contenuti multimediali prodotti dal canale» saranno «resi disponibili free online», si impegna a tutelare i media “attivisti” e i blogger del mondo arabo e a fornire una formazione giornalistica ai cittadini che vogliano mettere le loro produzioni a disposizione del canale.

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