L’umiltà

Nel mondo di oggi ha ancora senso essere umili?. Piermario – Messina ¦ Nella nostra società spesso si pensa che l’umile sia una persona perdente. In realtà, egli conosce l’arte di saper perdere e conosce i propri limiti e i propri punti deboli, accettandoli, anche se è doloroso. È qualcuno che non si fa illusioni, non finge e non si mette a strafare. Accoglie le lezioni della vita e ne fa tesoro. Oggigiorno, l’emblema della negazione dell’umiltà sono senza dubbio quei ricercatori o scienziati che, anziché limitarsi a trasformare la natura, si sono proposti di crearla. Costoro sono l’espressione più evidente della cultura narcisista che va sotto il nome di homo creator, che è poi alla base della clonazione e delle aberrazioni genetiche che ne conseguono. Essi hanno dimenticato che gli uomini sono solo creature e non creatori. A livello psicologico, esistono sostanzialmente due modi per divenire umili. Il primo è quello di imparare a essere contenti di ciò che si è. Quindi smettere di essere delle agenzie di pubblicità di sé stessi, e di far vedere che si è migliori degli altri con il giochino il mio giardino è più verde del tuo. Un altro modo è quello di accontentarsi di ciò che si ha, nonostante oggi alla base dello sviluppo economico ci sia lo spreco, la insoddisfazione e la continua richiesta di nuovi beni… Chi si accontenta, spesso viene considerato un rinunciatario, e invece è una persona che ha più probabilità di vivere felice e contento. Mi è sempre piaciuta la definizione del pensatore danese Kierkegaard: La felicità è una porta che si apre dall’interno: per aprirla bisogna umilmente fare un passo indietro. Qualcuno potrebbe pensare che essere umili è roba per paurosi, pavidi e pusillanimi; al contrario vuol dire avere il coraggio di accettare che non siamo al centro del mondo perché esistono anche gli altri. Certamente lo sappiamo a livello razionale, ma spesso ci comportiamo diversamente. Essere umili significa sconfiggere il vero nemico dell’uomo: il suo egocentrismo. Io sono uno dei sei miliardi di persone che esistono sulla terra. In fondo, l’umiltà è trovare il nostro posto sotto le stelle. Ben lo sapeva il presidente degli Usa Roosevelt, il quale la sera era solito guardare il cielo stellato e ricordare a sé stesso la vastità dell’universo, di fronte al quale essere a capo di una grande potenza era ben poca cosa. pasquale.ionata@tiscalinet.it

I più letti della settimana

Eichmann

Eichmann e la banalità del male

Esercizi di… radicamento

Beato Livatino

Il giudice ragazzino “vive” ancora

Scegliere il bene ogni giorno

Simple Share Buttons